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Conti deposito, guida alla scelta

Cos’è il conto deposito

Per conto di deposito, detto anche conto di liquidità, si intende uno strumento bancario simile al conto corrente, che presenta soltanto funzionalità di base, assicurando però interessi più o meno elevati sul patrimonio investito. Per poterne aprire uno occorre essere titolari di un conto corrente tradizionale presso lo stesso istituto bancario o un’altra banca, da porre a base delle transazioni.
Per quanto riguarda le funzionalità di cui è possibile usufruire, esse si riducono sostanzialmente al deposito e al prelievo di soldi, ove la seconda opzione sia consentita. Non è quindi possibile effettuare bonifici o pagamenti in assegni, domiciliare le bollette, farsi accreditare lo stipendio o la pensione, oppure operare pagamenti tramite carta di credito o bancomat. Nel caso in cui il capitale sia vincolato il rendimento prospettato è più elevato.

Libero o vincolato?

Quando si opta per un conto deposito, è possibile scegliere tra uno libero e uno vincolato: nel primo caso è possibile prelevare in ogni momento, senza dover pagare alcuna penale, nel secondo, invece, non è possibile farlo prima del termine concordato, che può essere da 3 fino a 60 mesi. 
In cambio di questa limitazione la banca assicura un rendimento più alto. Ove si decida comunque di svincolare una parte della somma depositata si perde una parte dell’interesse maturato o l’intero ammontare dello stesso.

Esistono rischi per un conto deposito?

Andando ad eseguire un confronto tra i migliori conti deposito, si parte sempre dal presupposto che un conto di questo genere è sottoposto al rischio che la banca in cui è stato aperto non sia in grado di restituire i soldi. 
Si tratta di una semplice ipotesi di scuola, in quanto sulla base di quanto indicato dalla Direttiva Comunitaria 2009/14/CE tutte le banche operanti all’interno dell’Unione Europea hanno l’obbligo di aderire ad un sistema di garanzia dei depositi. Che per il nostro Paese è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi il quale, in caso di fallimento dell’istituto bancario in cui è stato acceso il conto deposito, garantisce una copertura sino a 100mila euro per ogni singolo depositante. È a rischio quindi solo la cifra eccedente, mentre il rimborso viene effettuato in un termine massimo di 20 giorni lavorativi.
Un secondo rischio è rappresentato dalla variazione delle condizioni contrattuali su iniziativa unilaterale dell’istituto interessato. In questo caso il cliente può comunque recedere entro un termine di due mesi. Operazione che non comporta alcun addebito e può essere effettuato consegnando il modulo di richiesta estinzione, compilato in tutte le sue parti, presso una filiale della banca.

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