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Forza Italia, PIOMBINO E L’ACCIAIO: “Occorre trasparenza, basta promesse”

Neppure oggi, con l’arrivo in forte ritardo,del nuovo piano industriale il nodo è stato sciolto: dalle notizie che trapelano si sa che attraverso il piano si intenderebbe  efficientare gli impianti di laminazione e realizzare il forno elettrico in modo da completare la gamma prodotti e far tornare l’azienda ad una redditività soddisfacente.

In realtà sembra delinearsi un gioco delle parti pericoloso. 

Lo Stato ha ventilato l’ingresso nella società – come sta avvenendo con l’Ilva di Taranto – ma non l’ha ancora definito.

Lo Stato ha promesso una commessa di rotaie da 900 milioni per dieci anni.

La Regione ha promesso 30 milioni per la realizzazione dell’annunciato forno elettrico e risorse per ricerca e formazione. 

Promesse e ancora (solo) promesse.

A sua volta  la proprietà, arrivata ormai dal luglio 2018, non ha ancora fatto piena chiarezza sul progetto e tutte le mirabolanti promesse enunciate finora sono condizionate all’intervento esclusivo dello Stato, oltre che all’andamento del mercato. 

Come dire se lo Stato Italiano ci mette i quattrini, forse, il magnate indiano dell’acciaio investe (?) qualche spicciolo.

Vogliamo salvare l’ Acciaieria di Piombino?

Oggi è assolutamente necessario avere da parte di tutte le parti in causa chiarezza di idee e soprattutto trasparenza, che  manca del tutto da parte dell’investitore.

Jindal continua a giocare a nascondino con il MISE, la Regione Toscana, la città di Piombino e tutti gli operai che vorrebbero conoscere il loro destino.

In barba alle normali regole del Codice Civile, continua nella sua politica assurda e pericolosa di non depositare i bilanci presso il Registro delle Imprese di Livorno, impedendo di fatto ai terzi, quali che essi siano, la giusta verifica ed il giosto controllo sulle proprie attività. 

A tutt’oggi – dichiarano Tenerini e Petraroja – non risultano depositati i bilanci di esercizio, con l’eccezione dell’anno 2017, della società JSW Steel ItalY srl, che rappresenta il 99,999% del capitale sociale della JSW Steel Italy Piombino SPA, cioè della società che manda avanti quello che resta della fabbrica piombinese.

Da una ulteriore ricerca , effettuata presso la CCIAA della Maremma e del Tirreno, emerge  che in data 30 marzo 2020, sia stato depositato un verbale di assemblea straordinaria, con il quale la società   JSW Steel Italy srl ha proceduto all’aumento di capitale sociale da 20mila euro a 12 milioni e mezzo di euro, destinando il sovraprezzo di euro 12.500.000 a copertura di perdite  per euro 9.901.984, sulla base di  una situazione patrimoniale al 31.12.2019, allegata all’atto, con la quale per l’appunto si evidenzierebbero perdite di tale valore.

Questo è un fatto gravissimo – affermano i forzisti – in quanto l’unico bilancio depositato , quello 2017,recava perdite per 1.039.245, e quindi, in assenza di bilanci depositati per gli anni 2018 e 2019, risultano del tutto incomprensibili tali operazioni, prive di quella elementare e basilare trasparenza ed osservanza delle regole civilistiche che sono alla base dell’Impresa e, per la cui violazione, alle comuni Imprese Italiane vengono irrogati provvedimenti sanzionatori durissimi .

Come FORZA ITALIA, chiediamo di comprendere con quale superficialità, a partire dal 2018, gli Organi competenti, cioè Governo Italiano attraverso il MISE, Regione Toscana, ed il novello Vice Presidente della società ISW Stell Italy Piombino SPA Marco Carrai abbiano affrontato la problematica della Fabbrica di Piombino

Il destino degli operai e di tutte quelle ulteriori imprese che lavorano nell’indotto non possono e non devono essere abbandonati.

Come FORZA ITALIA ci faremo carico, di segnalare al MISE questa spiacevole e singolare situazione .      

E’ necessario, ora più che mai, un netto cambio di strategia.

Chiara Tenerini

Coordinatore provinciale Livorno – Forza Italia

Riccardo Petraroja

Resp. Dipartimento Economia e Finanza con delega al Sist. Bancario – Forza Italia prov. Livorno

 

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