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Teano, furbetti del cartellino: episodi di assenteismo pari a 1000 ore in 5 mesi

Pubblicato il 18 Marzo, 2021

Assenteismo e misure cautelari per 17 dipendenti del centro per l’impiego di Teano, indagati per truffa aggravata e false attestazioni. Le indagini della Guardia di Finanza di Caserta ha svelato un sistema ben consolidato

E così, questa mattina, su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno dato esecuzione a misure cautelari personali e reali, emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, nei confronti di 17 dipendenti del centro per l’impiego di Teano, indagati per i delitti di truffa aggravata e false attestazioni.

Confisca somme di denaro

In particolare, sono state eseguite 8 ordinanze di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G., nonché il sequestro preventivo, funzionale alla confisca delle somme di denaro indebitamente percepite dai 17 indagati, a titolo di retribuzione, in relazione ai reati di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e false attestazioni o certificazioni.

I provvedimenti sono stati emessi all’esito di una complessa indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Caserta.

La segnalazione

Le indagini dei militari della Guardia di Finanza di Caserta, avviate a seguito di una segnalazione pervenuta dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, avente ad oggetto presunti episodi di assenteismo dal luogo di lavoro e falsa attestazione di presenza da parte del personale del Centro per l’Impiego di Teano, hanno permesso di accertare, in un arco temporale di circa 5 mesi, plurimi e sistematici episodi di assenteismo, per complessive 1.000 ore da parte della totalità dei dipendenti alla sede dell’ente.

Assenteismo scoperto

In particolare le attività eseguite secondo le tecniche investigative di osservazione, controllo, pedinamento, intercettazioni telefoniche, videoregistrazioni, acquisizioni documentali e sommarie informazioni, hanno consentito di disvelare il modus operandi degli indagati che attestavano falsamente la propria presenza sul luogo di lavoro, dapprima mediante l’indicazione fittizia di orari di ingresso e uscita nel registro delle presenze giornaliere predisposto dall’ente e, successivamente, mediante timbrature del cartellino marcatempo.

Questo permetteva loro di truffare l’Amministrazione statale, percependo una ingiustificata retribuzione.

Le attività eseguite hanno fatto emergere un grave quadro indiziario a carico degli indagati, per i reati loro ascritti.

Assenza dal luogo di lavoro

Le indagini hanno consentito di sgretolare un sistema, ben consolidato, di assenza sistematica dal luogo di lavoro da parte degli indagati, finalizzato a compiere attività private con totale disinvoltura, in spregio delle regole contrattuali del rapporto lavorativo e delle regole di buon andamento dell’amministrazione di loro appartenenza.

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