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Contrattacco del sindaco di Latina Coletta dopo gli attacchi definiti ‘strumentali’ al figlio Emiliano

“Adesso basta”. Inizia così il messaggio che il primo cittadino di Latina, Damiano Coletta, ha affidato ai propri canali social per rispondere alle accuse di favoritismo lanciate da più parti verso il figlio Emiliano.

“Ero stato in silenzio – prosegue il primo cittadino – perché bisogna avere rispetto degli organi inquirenti. Nonostante il fango che una campagna mediatica e politica stava costruendo da una settimana contro di me. Ma mettere in mezzo la mia famiglia è un atto spregevole che racconta come gli interessi di una parte di questa città siano alla disperata ricerca di un modo di colpirmi per riportare in Comune gli stessi affaristi che hanno affossato Latina.

Mio figlio è stato uno dei 5 medici e infermieri che hanno dato la disponibilità a fare turni di emergenza Covid in un momento di straordinaria emergenza. Quando ho saputo di questa sua volontà ne sono stato orgoglioso pur se ero consapevole del rischio cui sarebbe andato incontro. Ma siamo medici abituati a prenderci cura dell’altro nel momento del bisogno. Questo è uno dei valori, insieme all’onestà, con cui ho educato mio figlio. E quello era un momento in cui c’era tremendamente bisogno di medici e infermieri. Come lo è stato nella seconda e nella terza ondata. Sono stato orgoglioso nel sapere che questi giovani medici e infermieri sono stati utilissimi alla causa. Hanno avuto un contratto professionale, ad ore. Hanno svolto turni di notte, domeniche, festività natalizie. Hanno curato centinaia di persone”.

“Oggi ci troviamo di fronte a questo penoso tentativo di far passare il messaggio che “Tutti sono uguali. Tutti rubano alla stessa maniera”, come diceva un verso di De Gregori. Non è così. Il Comune è una casa di vetro e quelli non fanno più affari. Non gli è rimasto altro da fare che mettere schizzi di fango nel ventilatore. Saranno querelati e pagheranno in sede penale e civile”.

“Noi andiamo avanti: cari concittadini, non permetteremo al passato di tornare a mangiare sulle nostre spalle. Statemi vicino e continuiamo a cambiare Latina insieme”.

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