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Recuperato un dipinto rubato 7 anni fa alla Chiesa di Massa Lubrense e restituito al parroco don Maresca

Scoperta un’organizzazione ben strutturata per la commercializzazione di opere trafugate.

Questa mattina alle 10:30 il Comandante del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, maggiore Giampaolo Brasili, ha restituito l’importante dipinto a olio su tela “Adorazione del Bambino” della Chiesa Santa Maria delle Grazie di Massa Lubrense al parroco don Vito Maresca, alla presenza del sindaco Lorenzo Balducelli. L’opera fu rubata dalla chiesa lo scorso 15 gennaio.

Scoperta un’organizzazione criminale che commercializzava opere d’arte rubate

Una complessa investigazione condotta dal Nucleo TPC di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, ha permesso di individuare ventinove persone facenti parte di un’organizzazione criminale con base logistica in Campania, che ricettava beni preziosi rubati da luoghi di culto e istituti religiosi collocati sull’intero territorio nazionale.

Come confermano le indagini, la banda era attiva già da diversi anni nell’ambito dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici grazie alle conoscenze dei ricettatori che, in qualità di appassionati d’arte o ex titolari di negozi, fungevano da tramite per commercializzare gli oggetti rubati.

L’organizzazione era ben strutturata: alcuni effettuavano sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili dove rubare facilmente; altri reperivano i beni ed individuavano poi i canali illeciti di vendita; altri ancora avevano il compito di “piazzare” i pezzi rubati, dai mercati rionali per gli oggetti di minore rilevanza a trattive private nel caso di opere di notevole valore commerciale.

Opere ecclesiastiche rubate, un pericoloso fenomeno in continuo aumento

Per l’individuazione dei beni è risultata fondamentale la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, il più grande database di opere d’arte rubate al mondo.

Gli oggetti recuperati, derivanti da 55 furti compiuti sull’intero territorio nazionale, da Bolzano a Catania, provengono in prevalenza da chiese e abitazioni private. Tra i più rilevanti da ricordare, l’intero tesoro di San Donato, asportato dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Acerno (SA), e due busti in legno raffiguranti “San Paolo” e “San Pietro”, rubati dalla Chiesa di San Carlo a Cave (RM).

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