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Uno striscione appeso, all'esterno del carcere, per il piccolo Eitan l'unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone, Verbania, 28 maggio 2021. ANSA/TINO ROMANO

Tragedia Mottarone: Eitan rapito e portato in Israele dal nonno

Eitan Biran, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone dello scorso 23 maggio, è stato portato in Israele. A divulgare la notizia, i media israeliani, che parlano di sospetto rapimento” da parte dei parenti del piccolo in Israele.

Una notizia confermata anche dalla zia paterna, Aya Biran-Nirko, di Pavia, che ha presentato una denuncia alla polizia italiana affermando: “il bambino è stato rapito da suo nonno Shmuel Peleg”.

Uno scenario già ipotizzato dal giudice tutelare, che, alla luce delle liti tra le due famiglie per l’affidamento del piccolo, aveva già preallertato le autorità doganali e aeroportuali.

Il rapimento di Eitan

Come sarebbe stato possibile portare Eitan in Israele? In realtà le conoscenze dei parenti israeliani avrebbero potuto giocare un ruolo determinante.

Il nonno materno, infatti, ha alle spalle una lunga carriera nella compagnia di bandiera israeliana Elal. Inoltre, i Peleg avevano già richiesto di portare il piccolo in Israele sulla base di una presunta volontà dei genitori di Eitan di tornare là una volta che il padre avesse completato gli studi. Inoltre, sempre i Peleg non avrebbero mai riconsegnato il passaporto israeliano del piccolo, che il giudice aveva imposto di restituire entro il 30 agosto.

Secondo i primi accertamenti della Polizia di Pavia, il nonno sarebbe passato a prendere il nipote per una visita concordata con i parenti in Italia, ma invece di riportarlo alle 18,30 come concordato, i due si sarebbero imbarcati su un volo privato. Sull’areo il bambino sarebbe potuto salire perché Shmuel Peleg era in possesso del passaporto del piccolo, che ha permesso l’espatrio.

La notizia, diffusa inizialmente dai media israeliani (Tv Kan, N12) ha poi trovato conferma ieri sera da parte dei legali della zia. “Siamo sconvolti e increduli, non potevamo immaginare si arrivasse a tanto, afferma all’ANSA l’avvocato Armando Simbari, che con Cristina Pagni e Massimo Sana assiste Aya Biran Nirko, zia e tutrice del piccolo Eitan, che il nonno materno Shmulik Peleg avrebbe rapito. “Per ora posso soltanto dire che oggi pomeriggio il bimbo aveva un incontro con i famigliari materni e che non ha fatto ritorno all’orario stabilito a casa della zia, a Pavia”, aggiunge il legale.

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