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Contrasto alla diffusione di droga in contesti giovanili della Marca: 4 giovani deferiti all’autorità giudiziaria di cui tre colpiti da misura cautelare

23.9.2021 – Prosegue l’attività dei militari dell’Arma trevigiana finalizzata al contrasto della diffusione di droga e di reati connessi a questa grave piaga, soprattutto in contesti giovanili.
Un 20enne e due 22enni abitanti in comuni della cintura di Treviso dovranno, infatti, presentarsi quotidianamente ai Comandi dell’Arma di residenza in forza di un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Treviso che ha recepito le risultanze di un’articolata attività d’indagine svolta dai militari della Stazione di Dosson di Casier con il coordinamento della Procura della Repubblica trevigiana.


L’accusa per i tre giovani, incensurati, è quella di spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione in concorso e scaturisce dalle investigazioni effettuate a seguito della denuncia di un coetaneo cui gli indagati, nei mesi scorsi, avevano chiesto una somma di denaro a titolo di risarcimento per il furto di alcune decine di grammi di marijuana che, a loro dire, il giovane aveva commesso in danno proprio di uno dei due 22enni.


La vittima, nella circostanza, era stata affrontata dai tre, spintonata e malmenata e le erano stati sottratti la bicicletta e gli effetti personali (chiavi di casa e capi di abbigliamento), con la minaccia di non restituirglieli nel caso in cui non avesse pagato la somma richiesta.


Le indagini hanno consentito di raccogliere un grave quadro probatorio a carico degli indagati per la citata tentata estorsione in danno del loro conoscente, ma anche di aprire un preciso “spaccato” sulla consolidata attività illecita di detenzione e spaccio di stupefacenti svolta dal terzetto, attivo a Treviso e nell’hinterland del Capoluogo da almeno 3 – 4 anni (quindi già da quando gli stessi erano ancora minori): la droga (marijuana e hashish) veniva detenuta presso le abitazioni dei tre e quindi distribuita a giovani clienti abituali di età compresa tra i 17 e i 23 anni, solitamente in parchi e aree verdi, con cadenza pressoché giornaliera.

Lo stupefacente veniva occultato in zaini o sotto la vegetazione e poi ceduto, previ appuntamenti presi con i clienti per telefono servendosi dell’usuale messaggistica istantanea e utilizzando comunque un linguaggio “in codice”, specie con riferimento al numero di dosi richieste (es. ci vediamo tra cinque minuti…a significare 5 dosi di stupefacente). Qualche mese fa, nel pieno dell’attività e a riscontro della bontà delle investigazioni in essere, i Carabinieri avevano rinvenuto nell’abitazione di uno dei tre indagati quasi 23 grammi di hashish.


In una distinta operazione, i Carabinieri di Istrana hanno invece denunciato per detenzione e coltivazione di stupefacente un 25enne della zona che, sottoposto a perquisizione d’iniziativa perché spesso notato in atteggiamento sospetto, nei pressi dell’abitazione, in compagnia di altri giovani, è stato trovato in possesso, in casa, di 15 grammi di marijuana, una pianta di cannabis in fase di coltivazione e materiale vario per la pesatura e il confezionamento della droga, il tutto posto sotto sequestro (foto).

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