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Agricoltura: Biologico, ‘Importante rispettare accordo per approvazione celere in Senato’

Pubblicato il 10 Febbraio, 2022

“Le 90mila imprese certificate bio che fanno dell’Italia il Paese leader in Europa nel comparto, con 2 milioni di ettari coltivati, meritano un adeguato supporto. Per questo, siamo certi che l’accordo di maggioranza, raggiunto oggi per superare l’empasse sulla proposta di legge sulle produzioni agricole con metodo biologico, venga mantenuto. La norma, pertanto, sarà definitivamente approvata dal Senato da qui a un mese e comunque nel più breve tempo possibile”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), a margine dell’approvazione alla Camera in terza lettura della proposta di legge ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico’.

“È necessario che non venga perso altro tempo – prosegue – e si giunga presto all’approvazione definitiva per dotare il Paese di una norma all’avanguardia che sostenga i tanti e importanti investimenti nel settore. Tra le regioni italiane ai vertici c’è la Puglia, seconda solo alla Sicilia per ettari coltivati, pari a 261mila principalmente ad olivo (73mila ettari), cereali (60mila) e colture foraggere (29mila). Gli operatori regionali sono, invece, pari a 9.380”.

“Tra le novità previste dalla normativa troviamo l’introduzione del marchio bio italiano e la revisione dei controlli, per dare maggiore tutela ai consumatori e agli imprenditori – aggiunge L’Abbate – In linea con le strategie comunitarie emanate nell’ambito del Green Deal, ma anche della Politica Agricola Comune (PAC) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dove abbiamo stanziato 300 milioni di euro dedicati ai contratti di filiera e di distretto biologici, dobbiamo aumentare le produzioni sostenibili dal 16 al 25 per cento”.

“Al comparto primario, tra le poche attività antropiche a poter avere un impatto positivo sull’ambiente, vengono chiesti ogni giorno sforzi sulla sostenibilità delle produzioni. È bene che questa norma, che sostiene l’agricoltura in questo percorso, veda la luce quanto prima” conclude.

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