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Bertolini

Il gen. Bertolini avverte l’Italia: “I nostri soldati non sono poliziotti di serie B”

Pubblicato il 18 Marzo, 2022

”Le forze armate in Italia vengono impiegate in compiti assurdi come l’operazione Strade Sicure nelle quali sono a supporto della Polizia, come poliziotti di serie B. In realtà così facendo perdono tempo e non fanno quello che dovrebbero fare: addestrarsi. Perché il compito delle Forze Armate è addestrarsi, prepararsi al combattimento non per combattere, può darsi che non lo debbano mai fare, ma per essere pronti, perché se c’è un’esigenza improvvisa, come quella di cui parliamo oggi, non è che ci si possa mettere a improvvisare e a comprare i mezzi”, così il generale Marco Bertolini.

Secondo l’ex comandante del Coi, che già ha detto la sua con determinazione sull’invio di armi all’Ucraina, la circolare dello Stato maggiore ”è stata doverosa per richiamare i compiti dell’Esercito e fra tutti i compiti quello di prepararsi alla guerra è il più importante, altrimenti non avremmo l’Esercito. E’ stato giusto ribadirlo perché purtroppo non è più ovvio. Si è imposta nel tempo l’idea secondo la quale le nostre forze armate servano soprattutto per le cosiddette operazioni di pace per operare in contesti permissivi, in realtà non è così le Forze Armate sono fatte per combattere, altrimenti non avrebbe senso averle”.

”Questa interpretazione sbagliata è quella che ha portato intanto a ridurre l’esercito numericamente a una quantità incredibile, noi abbiamo neanche 100mila uomini e sono veramente pochi, l’Ucraina ne ha 200mila più quelli della riserva – sottolinea – In questo modo contraddiciamo un principio che è sempre valido nella guerra, quello della massa: non è vero che la qualità può sopperire alla quantità, o meglio non è vero che lo può fare sempre. Anzi in combattimento valgono più dieci ragazzotti determinati che un singolo professionista. Si è pensato che con la tecnologia e il professionismo si potesse sopperire, questo non è vero’‘.

”Soprattutto l’Esercito è fatto da diverse componenti: la componente corazzata, l’artiglieria, la fanteria, che hanno dei mezzi tecnici che non si improvvisano dall’oggi al domani – dice – Se volessimo metterci adesso a progettare un carro armato probabilmente entrerebbe in linea fra 15 anni, le munizioni non crescono sugli alberi, bisogna produrle e comprarle, richiede del tempo. E se uno non ha le scorte di munizioni non serve a niente avere i mezzi. E’ come il carburante. Ci sono stati alcuni settori che sono stati penalizzati dal fatto che molti dicevano che le forze armate non servivano più per la guerra, e questa è un grande sciocchezza”.

Oggi abbiamo visto che la guerra si fa con i carri armati ma questa è stata una componente che è stata trascurata perché non sono state date le risorse necessarie – aggiunge – Abbiamo prodotto dei mezzi ottimi come il Lince, che è utilizzato anche dai Russi, e che però è efficace per operazioni a bassa intensità, se andiamo a operazioni ad alta intensità come quelle in Ucraina ci voglio i carri e i carri costano. Poi ci vuole la logistica: camion per trasportarli, non è che si può spostare un carro armato dalla Sicilia alla Lombardia sui cingoli. E’ una cosa complessa”.

Parliamo anche dalle amministrazioni locali – analizza il generale Bertolini – Se i soldati non hanno la possibilità di andare a fare addestramento perché non ci sono poligoni di tiro, aree addestrative dove sparare con l’artiglieria, con i razzi, con i missili e così via, loro non si possono preparare. Eppure in Italia c’è una polemica da sempre nei confronti delle forze armate, la Sardegna è emblematica ma anche in altre regioni. Leggevo che in Sicilia è stato chiuso un poligono per i militari con la scusa che inquinano che è una sciocchezza perché le oasi ecologiche migliori in Italia sono quelle chiuse con i militari ad addestrarsi”.

Se le amministrazioni locali non mettono a disposizione delle aree per addestrarsi, che non è solo sparare ma anche muoversi con i carri, poi è inutile lamentarsi e dire che le nostre forze armate non sono preparate – conclude – Le nostre forze armate sono preparate solo per un motivo perché sono gestite da comandanti che si sacrificano ogni giorno e che si assumono dei rischi sulle loro spalle che la società in generale non si vuole assumere. E questo è una cosa veramente incredibile”.

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