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Boggio Lera, di nuovo in aula nella sede del crollo: “Ma nessuno ha visto i documenti sull’agibilità”

Boggio Lera

Il Boggio Lera adesso è avvolto dal mistero. E il mistero è padre dell’inquietudine. Perché quello che vi mostriamo è l’unico documento che attesterebbe la ritrovata agibilità delle classi dalle quali sono stati fatti evacuare in fretta e furia gli studenti due settimane fa, quando, nonostante il crollo di un tetto della sede centrale del Liceo Scientifico di Catania avvenuto durante la notte, le lezioni erano state avviate regolarmente nelle zone non interessate direttamente dal cedimento, come se nulla fosse successo. Ma non è l’esito, nero su bianco, di una perizia…

E’ la nota diramata dal preside Donato Biuso, quella con cui, dopo più di una settimana di studenti costretti alla Dad perché il Prefetto di Catania ha imposto la chiusura totale della struttura per temporanea inagibilità, espone l’organizzazione provvisoria dell’attività didattica, rivelando che sono state messe a disposizione 7 aule dell’Istituto Comprensivo Coppola e che, soprattutto, si potranno nuovamente fare lezioni in presenza in 15 aule della sede centrale: “Gli eventi seguenti il cedimento del tetto del 9 novembre hanno indotto l’Ente Locale a interdire 28 aule della
sede centrale, anche se non connesse con il crollo della falda est del tetto del corridoio principale. La decisione ha
scopo precauzionale e riguarda tutti i locali sottostanti le falde delle coperture, che rivelano visivamente lo stato
di abbandono di troppi anni di cui soffrono le scuole della nostra provincia – si legge – Prioritario è garantire il diritto allo studio dei ragazzi e tutta la Comunità del Boggio Lera sta collaborando con l’Amministrazione Locale per garantire l’attività didattica in presenza ed in orario antimeridiano. Va precisato che le attuali lezioni curriculari on-line hanno esclusivamente carattere di temporaneità e non potranno essere protratte ulteriormente”.

Ecco altri dettagli della nota.

Boggio Lera
Boggio Lera

Nota con la quale si ribadisce più volte che la didattica a distanza, comunque ancora svolta a rotazione, “E’ utilizzata in emergenza esclusivamente nella prospettiva di organizzazione a brevissima scadenza della didattica tradizionale in presenza”.

Insomma, da stamattina la sede del crollo è nuovamente frequentata dagli studenti, quelli che la scorsa settimana sono scesi in piazza per chiedere sicurezza e diritto allo studio in presenza per tutti, senza doppi turni, penalizzanti soprattutto per i fuori sede e per chi svolge attività agonistiche o di altro genere al di fuori dell’orario scolastico.

“POSSIAMO SOLO PREGARE”

“Preghiamo, quello possiamo fare, mica siamo ingegneri edili… – ci manifestano allarmati alcuni genitori degli studenti adesso dentro una delle classi dalle quali erano fuggiti – “I nostri figli sono con sopra quel tetto che adesso è nuovamente considerato sicuro, ma nessuno di noi ha avuto ancora modo di visionare i documenti che lo attestino”.

“La scorsa settimana si è svolto un consiglio straordinario – ci raccontano – durante il quale il preside ha spiegato la situazione che poi è stata esposta nella nota, ma ai rappresentanti di istituto non sono stati mostrati i documenti che certificano l’agibilità delle aule riaperte. E’ stato detto loro che i documenti sono disponibili in segreteria”.

“IL TELEFONO DELLA SEGRETERIA E’ INESISTENTE”

Segreteria che, per via delle norme anti covid, si può raggiungere soltanto dopo avere prese appuntamento telefonicamente. “Ma il numero della segretaria adesso risulta inesistente – ci rivelano – abbiamo provato più volte. Nulla, come se fosse stato disabilitato. Ed è una cosa che non ci spieghiamo. E che non ci fa stare sereni, perché finora nessuno ha visto i documenti. Ci si fida della parola del preside”.

Abbiamo provato anche a noi a telefonare a tutti i numeri disponibili per mettersi in contatto con i vari uffici della segretaria: nemmeno uno squillo…

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