« Torna indietro

Foto di Matteo Maffessanti. Silvia Gribaudi

Gender Bender 2020: si farà al Cavaticcio

Bologna. Il festival Gender Bender 2020 si farà al Cavaticcio. La notizia l’apprendiamo dal sito ufficiale dell’evento.

Pubblicato il 12 Giugno, 2020

Bologna. Il festival Gender Bender 2020 si farà al Cavaticcio. La notizia l’apprendiamo dal sito ufficiale dell’evento.

La diciottesima edizione si svolgerà dal 7 al 18 Settembre 2020 al Parco del Cavaticcio. Il Gender Bender cambia stagione e forma ma non il suo spirito, il festival internazionale che presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale, si farà ponendo la massima attenzione a tutte le prescrizioni dovute alla pandemia COVID-19.

Tra gli artisti già confermati ci sono: Silvia Gribaudi, Masako Matsushita, Collettivo M_I_N_E, Daniele Ninarello, Luna Cenere e Riccardo Guratti.

Il festival utilizzerà un palco coperto per gli spettacoli di danza e uno schermo per le proiezioni cinema, con la possibilità di posizionare il pubblico seduto sulle gradinate del Parco del Cavaticcio , così da rispettare le disposizione relative alle distanze di sicurezza dovute alla pandemia COVID-19.

Vista la necessaria limitazione dei voli, sarà eccezionalmente un’edizione senza la dimensione internazionale, solo con compagnie di danza italiane.

La diciottesima edizione del Gender Bender si svolgerà nel periodo immediatamente successivo a Danza Urbana ed è stato fissato grazie a un preciso coordinamento tra i due festival, così da creare una proposta organica e articolata sulla danza contemporanea italiana a Bologna, lungo due settimane. Rimarrà invece confermata la selezione internazionale di titoli cinematografici, parte dei quali verrà resa disponibile anche su piattaforme online.

Gender Bender è prodotto dal Cassero LGBTI Center ed è realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione Unipolis.

Skip to content