Pubblicato il 6 Luglio 2026
Prosegue l’escalation militare tra Russia e Ucraina. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, le forze armate russe hanno lanciato un nuovo attacco missilistico contro Kiev, provocando almeno dieci vittime, mentre l’Ucraina ha risposto colpendo un’importante raffineria di petrolio nella regione russa di Yaroslavl.
L’intensificazione delle operazioni a lungo raggio conferma il progressivo aggravarsi del conflitto, con entrambe le parti impegnate in attacchi che colpiscono obiettivi strategici e aree urbane.
Missili russi su Kiev: almeno dieci morti e decine di feriti
Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, i bombardamenti russi hanno causato almeno dieci vittime nella regione di Kiev. Nella capitale il bilancio più pesante: nove persone hanno perso la vita e altre 46 sono rimaste ferite, come comunicato su Telegram da Tymur Tkachenko, responsabile dell’amministrazione militare della città.
Un’ulteriore vittima è stata registrata nel distretto di Butcha, alle porte della capitale ucraina. A renderlo noto è stato Mykola Kalachnyk, capo dell’amministrazione militare regionale.
I raid hanno colpito diversi quartieri della capitale. In particolare, sono stati danneggiati edifici residenziali multipiano nelle zone di Podilskyi, Obolonskyi e Holosiivskyi, mentre altri tre condomini sono stati interessati dagli attacchi nel quartiere di Darnytskyi.
Si tratta del secondo bombardamento su Kiev nel giro di pochi giorni, in una fase del conflitto caratterizzata da una crescente intensità delle operazioni militari condotte a grande distanza.
L’Ucraina colpisce la raffineria di Yaroslavl
Sul fronte opposto, le forze ucraine hanno lanciato un attacco contro la raffineria di petrolio di Yaroslavl, città situata a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca e a circa 700 chilometri dal confine ucraino.
Al momento, l’entità dei danni provocati all’impianto non è stata ancora chiarita. La struttura era già stata presa di mira in precedenti operazioni ucraine, compreso un attacco avvenuto appena una settimana fa, il 28 giugno.
Per Kiev, le infrastrutture energetiche russe rappresentano obiettivi militari strategici, in quanto considerate fondamentali per il rifornimento di carburante e per il sostegno economico alle operazioni belliche del Cremlino.
Cresce la tensione sul fronte dei raid a lungo raggio
Gli ultimi attacchi confermano una fase di forte escalation nel conflitto tra Mosca e Kiev, con un aumento delle operazioni che coinvolgono missili, droni e infrastrutture strategiche. La guerra continua così a estendersi ben oltre le linee del fronte tradizionale, coinvolgendo sempre più frequentemente grandi città e obiettivi energetici.

