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Il comunicato dell’Elio Sozzi: “Palloncino off-limits per l’accoglienza”

L’amministrazione Falcomatà è sorda. Sebbene forte e profondo, il grido dall’allarme è rimasto inascoltato dai
vertici di Palazzo San Giorgio, nel silenzio di tutta la politica, della FIPAV e del CONI. Ce lo aspettavamo.
Ad inizio Ottobre avevamo dato l’allarme sulla questione strutture emergenziali dove collocare i migranti.
Invano. Infatti, nel pomeriggio di sabato, proprio durante la partita di campionato di serie C contro il Paola, è
arrivata la notizia che al termine del match avremmo dovuto lasciare la struttura in fretta e furia per far posto
ai migranti appena giunti al porto.
Come detto in precedenza, abbiamo nulla contro i migranti.
Abbiamo molto contro questa amministrazione comunale, però.
Non sono bastati i problemi legati alla pandemia, oggi lottiamo contro un fallimento delle istituzioni.
Il sindaco Falcomatà si scandalizza per i gruppi di ragazzi che giocano a morra in piazza. Peccato che da sette
anni, da quando sta alla guida di Palazzo San Giorgio, non solo non ha realizzato cose concrete per
l’aggregazione sociale e sportiva dei giovani, ma non ha avuto neanche la capacità di pensare e programmarle.
La città è sempre più agonizzante. L’ambito sportivo non fa eccezione: le strutture scarseggiano, non se ne
realizzano di nuove, quelle esistenti sono cadenti ed abbandonate, come lo dimostra lo stesso Palloncino, con
deficit atavici acuiti dalle precedenti presenze extrasportive, nel quale le fogne sono otturate. In una città
sempre più allo sbando, nemmeno una palestra è più un luogo di “libertà” per un giovane, poichè gli viene
impedito dalle istituzioni e dalla politica, nel silenzio del CONI e della FIPAV che non tutelano né le società
ne gli sportivi.
Purtroppo davanti al mancato ascolto da parte di tutti, sindaco ed assessori interessanti in primis, ci troviamo
davanti ad un muro che avremmo preferito fosse pallavolistico e non di un muro di gomma.
Come Elio Sozzi ci troviamo a fare una marea di sacrifici, soprattutto dopo il blocco e la ripresa condizionata
dai protocolli Covid. Perché non individuare ed usare altre strutture cittadine, come scuole ormai dismesse, “Il
Girasole” o tante altre?
Oggi abbiamo avuto la prova provata che realmente lo sport a Reggio Calabria non è tutelato affatto. Gli
interessi sono altri e, di certo, lo sport o la crescita di un ragazzo o di una ragazza tramite lo sport sta poco o
nulla a cuore ad un amministrazione sorda.

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