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L’assessore Venturini al convegno ‘Firenze e Venezia nel day after Covid’

“Dalle città d’arte l’ennesimo appello al Governo per norme dedicate, solo così potremo governare flussi turistici e commercio”

3.11.2021 – L’assessore al Turismo, Simone Venturini, è intervenuto oggi al convegno “Firenze e Venezia nel ‘day after’ Covid”, organizzato da Confesercenti nel capoluogo toscano. Ad introdurre il dibattito sono stati i presidenti dell’Associazione di categoria di Firenze e Venezia Centro Storico, rispettivamente Santino Cannamela ed Emiliano Biraku. Sono seguiti gli interventi di Marco Verzi, presidente di Federagit Confesercenti Firenze, e degli assessori al Turismo e al Commercio del Comune di Firenze: Cecilia Del Re e Federico Gianassi.

“Già da prima della pandemia ci siamo appellati al Governo affinché riconoscesse la fragilità e la delicatezza delle nostre città d’arte – ha esordito l’assessore Venturini, ringraziando Confesercenti per l’importante occasione di confronto – una necessità ribadita quasi un anno fa attraverso il decalogo congiunto di Venezia e Firenze consegnato all’Esecutivo con dieci suggerimenti, di buon senso, per mettere i sindaci e i Comuni nelle condizioni di intervenire per governare e regolamentare alcuni settori nevralgici”.

Un appello rilanciato anche durante il convegno di questa mattina: “Riconoscere la specificità delle nostre città d’arte – ha rimarcato Venturini – significa capire che servono norme dedicate per poter incidere concretamente sulla gestione dei flussi turistici, sul commercio e sulle affittanze turistiche brevi, innalzandone il livello e bilanciando così le esigenze dei visitatori con quelle dei residenti. Intorno a questi temi vige oggi una totale ‘deregulation’ che penalizza i centri storici. Solo attraverso l’introduzione di nuovi strumenti normativi nazionali – ha concluso – Venezia, Firenze e tutte le altre città d’arte italiane rimarranno vive, e soprattutto vitali, sotto il profilo lavorativo e sociale, difendendo allo stesso tempo le eccellenze artigiane, economiche ed enogastronomiche che il mondo ci invidia”.

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