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Nicolò Zavatta

Crollo della Marmolada, le parole strazianti della mamma di Nicolò: “L’ultimo messaggio 20 minuti prima della tragedia”

Pubblicato il 7 Luglio, 2022

Si continua a scavare tra i ghiacci della Marmolada, nella flebile speranza di trovare ancora qualche sopravvissuto dopo la valanga che ha travolto un gruppo di escursionisti e che al momento ha provocato almeno 9 morti accertati.

Tra i dispersi c’è Nicolò Zavatta, di Barbarano Mossano, che con i suoi 22 anni è tra i più giovani del gruppo; insieme a lui l’amico Riccardo Franchin, attualmente ricoverato all’ospedale di Trento in gravi condizioni.

Il dramma della famiglia di Nicolò: “Lo aspettiamo in paese”

Sono ore di panico e di angoscia per i genitori di Nicolò, che sono rientrati nella notte nella loro casa a Ponte di Mossano, dopo essersi sottoposti ai prelievi del DNA che saranno utilizzati per il riconoscimento del figlio se dovesse risultare necessario. Insieme a loro c’erano anche la sorella di 18 anni di Nicolò, Anna, e il parroco della comunità che nei prossimi giorni potrebbe celebrare una messa di commemorazione per le vittime.

Cristiano Pretto, sindaco di Barbarano Mossano, dopo aver incontrato i genitori di Nicolò ha rilasciato poche ma significative parole all’Ansa: “I coniugi Zavatta si sono precipitati in Trentino nel pomeriggio di domenica dopo aver appresso la notizia dai tg. Mi hanno raccontato che Nicolò li ha chiamati dalle pendici del ghiacciaio proprio 20 minuti prima che succedesse il distacco, mentre iniziava la scalata.

La mamma – continua il sindaco – mi ha raccontato la grande passione del figlio per la montagna e la Marmolada era uno dei suoi luoghi preferiti. Speriamo di rivedere Riccardo in paese al più presto. Lo stiamo aspettando, molti dei miei concittadini mi chiedono continuamente sue notizie”.

L’amico sopravvissuto

Nelle ultime ore il sindaco Pretto ha contattato telefonicamente anche il papà di Riccardo Franchin, l’amico di Nicolò, che in questo momento si trova a Trento per assistere il figlio, in terapia intensiva e con il fegato parzialmente spappolato, ma apparentemente non in pericolo di vita.

Come spiega il sindaco, Riccardo è stato più fortunato rispetto ai suoi compagni di cordata: “Dal racconto che il ragazzo è riuscito a fare parlando pochi minuti con i genitori, Riccardo e Nicolò non erano nella stessa cordata al momento del distacco.

Riccardo ha avuto la fortuna di essere più esterno rispetto agli altri e, dopo aver intuito cosa stava succedendo, è riuscito a scappare lateralmente anche se è stato comunque travolto dalla frana”.

Riccardo e Nicolò erano entrambi iscritti a due diverse sezioni Cai nel vicentino e avevano trascorso anche la giornata di sabato alla Marmolada, per poi dormire in un rifugio e rimettersi in cammino il giorno dopo.

Quella di Nicolò e di Riccardo è solo una della tante storie che si intrecciano nella tragedia della Marmolada e il dolore dei sopravvissuti viene raccontato sui social, inondati di messaggi d’amore per i cari che ormai non ci sono più.

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