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Maxi-operazione della Polizia contro i “narcos” napoletani. Droga ingerita o sciolta nei capi d’abbigliamento in un laboratorio di Marano (VIDEO)

Trovati i modi più fantasiosi per superare la dogana: droga ingerita, nascosta o sciolta nei vestiti.

Pubblicato il 23 Novembre, 2021

La Squadra Mobile della Questura di Napoli ha arrestato 15 persone, accusate di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità e del possesso illegale di armi da fuoco e di spaccio di stupefacenti.

Indagine partita nel 2017: 25 kg di cocaina scoperti in un carico di caffè

L’indagine è stata avviata nel 2017, quando furono sequestrati 25 kg di cocaina nascosti in un carico di caffè importato dal Brasile e arrivato nel porto di Napoli in un container.

Si accertò un sodalizio criminale tra narcos sudamericani e napoletani, capaci di organizzare e gestire canali di approvvigionamento di cocaina dal Brasile, dal Perù e dalla Spagna e la successiva distribuzione dello stupefacente, all’ingrosso e al dettaglio, sul territorio partenopeo.

Ovuli ingeriti dai corrieri e droga nascosta nei bagagli: così lo stupefacente arrivava in Italia

Nell’ambito dell’operazione sono stati arrestati dei corrieri che trasportavano la cocaina sotto forma di ovuli, ingeriti nei paesi di provenienza, prima di salire a bordo degli aerei destinati ad arrivare in Italia.

Altri soggetti sono invece stati arrestati mentre portavano lo stupefacente, sotto forma di panetti, nascosti in bagagli e valigie.

Droga sciolta in un laboratorio di Marano

Fulcro del mercato internazionale di droga era un laboratorio di Marano, dove si procedeva all’estrazione della cocaina da capi d’abbigliamento. Per eludere i controlli doganali, gli indumenti venivano intrisi di cocaina allo stato liquido in laboratori allestiti in Perù e, una volta arrivati in Italia, venivano trattati con particolari procedimenti che consentivano di riportare la cocaina in polvere, pronta per essere immessa sul mercato.

Lo smercio sul territorio napoletano

Lo stupefacente, così importato nel territorio partenopeo, veniva successivamente distribuito all’ingrosso a trafficanti che operavano in quartieri del capoluogo come il Rione Traiano, Secondigliano e i Quartieri Spagnoli.

L’organizzazione in questione si occupava, oltre che delle importazioni, anche della vendita al dettaglio di una parte della cocaina importata, realizzata attraverso le cessioni agli acquirenti al minuto presso una piazza di spaccio di Salita Capodimonte, dove sono stati operati arresti e sequestri.

E’ documentato come il sodalizio in questione avesse nella sua disponibilità armi da fuoco. Nel corso delle attività di indagine sono stati sequestrati oltre 44 Kg di cocaina e 215 Kg di hashish.

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