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I Sonnambuli | Ragusa Cultura | Day Italia News Ragusa

Ragusa di notte riscopre “I Sonnambuli”

Un successo strepitoso, di quelli che arrivano e ti travolgono lasciandoti senza parole e andando al di là di ogni attesa. E’ incredibile quanto successo l’anno scorso a Ragusa, dove, dalla semplice idea di due amici, è nato un ciclo di appuntamenti imperdibili per gli amanti della cultura e dei suggestivi scorci naturalistici e barocchi che la terra iblea offre.

Sulla scia di quella magia, domani sera tornano I Sonnambuli, alias Fabio Manenti e Michele Arezzo, e, cullati dalle notti d’estate, sono pronti a farci riassaporare storie che possono arrivare da lontano, nel tempo e nello spazio, ma che possono anche narrare di eroi dei giorni nostri, magari pure un po’ bistrattati.

I Sonnambuli: l’atteso ritorno

“Tornano I Sonnambuli e la loro voglia di sgranchire la vita, – si legge in una nota – portandola in luoghi che sono suggestioni, raccontando storie che sanno di ispirazione”. Sei incontri, tutti i mercoledì dal 10 giugno al 15 luglio, che loro stessi definiscono “randagi, dirompenti, irresistibili. Sei appuntamenti dentro la bellezza che si cela nella gente in altrettanti luoghi immensi, ma spesso sconosciuti, di una città che sorprende per l’intimità con cui si custodisce”. Luoghi che, come da tradizione, saranno resi noti ai partecipanti solo poche ore prima.

Il programma

Ecco, nel dettaglio, il programma:

Mercoledì 10 giugno, ore 21.30
USCIMMO A RIVEDER LE STELLE

Mercoledì 17 giugno, ore 21.30
ROCK FINO AL MIDOLLO

Mercoledì 24 giugno, ore 21.30
FALLIMENTI FATTI BENE

Mercoledì 1 luglio, ore 21.30
DA DOVE SI RIP“ARTE”

Mercoledì 8 luglio, ore 21.30
LUCIDE FEROCI MENTI CRIMINALI

Mercoledì 15 luglio, ore 21.30
I RIBELLI E I LORO FANC*LO

I Sonnambuli: spazio e cielo

“La prima notte – spiega Fabio Manenti – sarà dedicata allo spazio, al cielo, che è una delle cose di cui più ci siamo privati per settimane. Poi racconteremo la ruvidezza di sua maestà il rock, in una serata in cui si parlerà di musica ma non solo di musica, perché il rock è molto più che chitarre. Al terzo appuntamento diremo quanto può essere grandioso fallire: viviamo un’epoca in cui si adora il successo come fosse un santo, ma la storia ci insegna fallimenti clamorosi che sono altrettanto epocali. La quarta serata sarà dedicata all’arte, che stupidamente spesso consideriamo superflua: ma provate a pensare cosa rimarrebbe della nostra vita se togliessimo la musica, i libri e la fotografia, per limitarci alle prime che ci vengono in mente. La quinta notte – prosegue – sarà nera, torbida eppure lucidissima, come le menti geniali, ma distorte, di certi criminali che del male hanno fatto un’espressione di talento. Infine, chiuderemo con chi, a un certo punto della sua esistenza, ha avuto il coraggio di dire ‘fanculo’ ed è insorto contro ciò che prima di lui era accettato: ribelli, e il mondo è cambiato”.

I Sonnambuli ed il Covid-19

A causa dell’emergenza Coronavirus, quest’anno sarà possibile seguire gli incontri solo su abbonamento, associandosi all’Associazione “Semiseri”; è necessario, infatti, conoscere con anticipo il numero dei partecipanti così da prevedere gli opportuni distanziamenti. Ma chi sono e come nascono I Sonnambuli? A sintetizzarlo ci prova Michele Arezzo.

“Siamo un’acrobazia. Randagia, incendiaria, scorretta. Ma pure dolce. Tanto dolce. A dirla male, siamo due voci scritte (uno sceneggiatore e un giornalista) che quando si fa notte perdono storie. Le prime note le ha suonate il mister. Poi la musica l’abbiamo fatta nostra; e adesso stiamo lì a suonarla sulla gente, per chi ha sangue caldo”.

La scorsa estate è stata un’avventura in crescendo, i numeri delle persone presenti erano sempre di più, ad ogni appuntamento. Vi aspettavate questo successo?

Fabio: No! Chiedere al pubblico di partecipare a una cosa mai vista, senza sapere fino all’ultimo dove sarà, portandosi da casa un cuscino su cui sedersi, ci sembrava una cosa per matti. Ma il mondo di matti è pieno. Già dalla prima sera abbiamo avuto il doppio dei partecipanti che ci eravamo prefissati. E questi, a loro volta, sono man mano raddoppiati finché, a un certo punto, ci siamo perfino trovati costretti a dire: “scusateci, ma è sold out’. Ci siamo accorti di quanto grande sia la voglia di trascorrere una notte all’aperto, sincera, ascoltando storie che non ti aspetteresti, in luoghi tanto vicini quanto spesso sconosciuti.

Ma come scegliete i temi e la location?

Michele: Beviamo parecchio! Sulle nostre sedioline, al buio. E con Mino Reitano, a palla, nelle orecchie.

A proposito dei luoghi, c’è da dire che siete sempre riusciti a trovare delle chicche molto affascinanti, ma perchè rivelarli solo all’ultimo minuto?

Fabio: Perché la curiosità è una molla fortissima. E poi il luogo è una parte fondamentale delle nostre serate e lasciarlo intuire, salvo poi sviare e seminare di nuovo indizi, è diventato un piccolo gioco per noi e per chi ci segue. Il toto-posto è una parte dell’esperienza.

Visto il successo della “Summer 2020”, avete pensato anche ad un’edizione invernale “in house”. Com’è andata?

Michele: Lo dico ancora emozionato, anche per i “Sonnambuli in salotto” la risposta è stata una follia di numeri e applausi. Vi basti sapere che per le decine di salotti candidati, ogni volta si è dovuto ricorrere ad un sorteggio in diretta radio.

Date le regole dettate dall’emergenza Covid, per l’edizione di questa estate cosa ci dobbiamo aspettare di nuovo?

Fabio: Quest’anno gli appuntamenti saranno riservati a chi si iscriverà al club, garantendosi la partecipazione a tutte le 6 serate. Quando andremo in posti particolarmente capienti, daremo la possibilità di accedere a quella singola serata a un numero ridotto di persone. Rispetto alla scorsa estate, infatti, il numero dei partecipanti sarà minore, per garantire il distanziamento anche all’aperto. Avremo del personale che si assicurerà che le norme siano rispettate. Si potrà aderire andando per tempo alla libreria Mondadori di via Colajanni 45 e non più sul luogo dell’evento, così da evitare ogni tipo di assembramento anche all’ingresso.

E cosa, invece, rimarrà uguale?

Michele: Le nostre voci. E, dentro, quel firmamento di libertà perdute, e miserie, e paure, e peccati, e desideri che sono le storie. Le nostre storie. Rimarremo noi, i Sonnambuli. Randagi, scorretti, incendiari. Ma pure dolci. Tanto dolci.

Si ricomincia, dunque! Tenetevi pronti con i cuscini, il maglioncino nella borsa e le scarpe comode, perché non si può mai sapere dove si può andare a finire seguendo le tracce dei Sonnambuli. E loro, Fabio e Michele, lo gridano forte: “Abbiamo il dovere di riprenderci la notte spalancata e tutto ciò che le brilla dentro!”.

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