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La risposta della direttrice del Bargello: ” Il 4 agosto i commercianti saranno graditi ospiti del museo”

“Riapriremo il Bargello il 4 agosto e chi dei commercianti della zona vorrà venire a visitarci sarà gradito ospite della Direzione. Mi impegno personalmente ad accompagnarli tutti insieme in una visita guidata, così potranno rivedere capolavori celeberrimi e ritornare a visitare il secondo piano che ha riaperto al pubblico già dal settembre del 2016.

Con queste parole in una lettera al nostro giornale Paola D’Agostino direttrice del Museo Nazionale del Bargello, risponde ai commercianti che chiedono una veloce riapertura del museo, ma oltre all’invito spiega in modo dettagliato i lavori di cui la struttura necessita.

Riaprire il museo il 4 agosto non è stata una scelta, ma una decisione obbligata a seguito dell’emergenza sanitaria, ancora in corso. Il Bargello è un museo bellissimo, ma bisognoso di importanti e indifferibili interventi di servizio al pubblico per renderlo adeguato alle esigenze dei visitatori odierni. I servizi igienici per il pubblico erano oramai desueti e da oltre vent’anni non venivano effettuati lavori idraulici e di miglioria degli accessi, con gravi disagi per il pubblico e sempre più frequenti lamentele. Vista poi l’attuale situazione e l’esigenza di garantire ambienti salubri e funzionali queste criticità hanno assunto maggior rilievo, tanto da discriminare la possibilità stessa di riaprire il Museo in sicurezza.

Il 15 giugno prossimo inizieranno importanti e indifferibili lavori di ristrutturazione dei servizi igienici destinati alla fruizione del pubblico e del personale. Lavori che erano già programmati, ma che si è deciso di anticipare per adeguarci alle nuove norme igieniche. La decisione è stata deliberata nel Consiglio di Amministrazione del Museo e poi concordata con gli organi centrali del Ministero. In merito alla data di partenza dei lavori bisogna considerare che, come tutti, anche le ditte edili e di fornitura di sanitari e di rivestimenti hanno subito un’inevitabile battuta d’arresto, ma alla ripresa gli ordini di fornitura sono partiti immediatamente.

Inoltre, come già comunicato, ad inizio luglio inizieranno lavori importanti di revisione conservativa del cortile interno del museo, delle facciate esterne e della torre medievale che, ricordo, è la seconda più alta di Firenze e caratteristica del panorama fiorentino. Sono lavori importanti di tutela e di messa in sicurezza di uno degli edifici più antichi e importanti di Firenze. Alcuni degli stemmi podestarili negli ultimi tre anni erano stati rimossi e messi in deposito, proprio perché non erano più in sicurezza. Si tratta di lavori che erano già stati programmati per svolgersi a museo aperto e il cui cantiere durerà circa un anno. Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, la gara è stata aggiudicata a fine aprile e i lavori inizieranno ai primi di luglio, non appena saranno trascorsi i minimi tempi tecnici per i vari controlli di legge e per la stipula del contratto. Contemporaneamente ai bagni, quindi, saranno montati ponteggi all’intento del cortile, in modo da avviare i lavori nel più breve tempo possibile.

Il cortile del Bargello è bellissimo d’inverno e d’estate, ed è mia intenzione far riprendere anche gli spettacoli: ma devono potersi svolgere in sicurezza. Il cantiere che sta per partire è fondamentale per la tutela dell’edificio e la sicurezza dei visitatori, ma anche per la tutela di tutta l’area di San Firenze. Proprio perché questa Direzione è consapevole del ruolo centrale che il museo ha per la zona di San Firenze si è deciso di fare le facciate esterne e la torre, montando i ponteggi in due tempi, in modo da lasciare sempre parte delle facciate esterne, monumenti di architettura medievale, visibili al pubblico e ai passanti.

Negli ultimi anni il Ministero ha riconosciuto l’importanza fondamentale del Bargello, altrimenti non sarebbe stato inserito, già nel 2015, tra gli Istituti dotati di autonomia speciale, e questa Direzione si è impegnata per valorizzarlo ancora di più nei progetti culturali, nella tutela e nel rapporto con la zona circostante. Lo scorso luglio il Ministero ha acquistato la chiesa di San Procolo, grazie all’intervento del Soprintendente Andrea Pessina, con cui abbiamo collaborato perché l’edificio venisse destinato al Bargello proprio per ampliarne gli spazi. Ci vorrà del tempo per mettere in sicurezza quell’immobile, ma anche quella parte dell’area alla spalle dell’antico palazzo del Podestà verrà arricchita ancora di più con il percorso di visita del Museo, ampliato in due sedi.

Sia il Ministero, sia la Direzione dei Musei del Bargello stanno quindi lavorando per valorizzare ancora di più il ruolo cardine che il Bargello ha per Firenze e per il mondo intero secondo una programmazione pluriennale: riuscire a rispettare questo piano, adeguandolo alle esigenze delle collettività tutta anche in momenti di crisi profonda come è quello attuale, è già un risultato importante.

Riapriremo il Bargello il 4 agosto e chi dei commercianti della zona vorrà venire a visitarci sarà gradito ospite della Direzione. Mi impegno personalmente ad accompagnarli tutti insieme in una visita guidata, così potranno rivedere capolavori celeberrimi e ritornare a visitare il secondo piano che ha riaperto al pubblico già dal settembre del 2016.

In merito alla riapertura di tutti gli altri musei, abbiamo seguito le indicazioni del Comitato tecnico Scientifico e le linee guida della Direzione Generale Musei. Il Davanzati è un museo importantissimo e meno noto al pubblico e l’abbiamo riaperto con un percorso a senso unico per permettere alla cittadinanza di vedere anche la mostra Bellezza e nobili Ornamenti che ha avuto grande successo, ma è stata bruscamente interrotta l’8 marzo con la chiusura dei Musei Statali. Abbiamo fatto inoltre un grande sforzo con l’Ufficio tecnico e con tutto il personale per aprire in sicurezza il Museo delle Cappelle Medicee e far vedere a tutti la magnificenza della Cappella dei Principi, finalmente sgombra da ponteggi dopo oltre vent’anni.

I Musei del Bargello ospitano collezioni straordinarie in edifici che sono essi stessi capolavori architettonici. Quindi per il complesso di Orsanmichele andranno studiate modalità di riapertura, anch’esse contingentate: visto il passaggio attraverso strette scalate trecentesche e l’obbligo di utilizzo della scala in uscita attraverso l’edificio della Società Dantesca italiana (che resta chiusa in questo periodo) dovremo collaborare con i nostri vicini per individuare un protocollo di sicurezza adeguato e condiviso. Per Casa Martelli aspetteremo settembre, per studiare percorsi in sicurezza per i visitatori e per riprendere la fruttuosa collaborazione con l’Associazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini.

Tutti i Musei saranno interessati nei prossimi anni da importanti lavori di miglioria di accesso e messa in sicurezza, per tutelarne l’inestimabile valore architettonico, ma anche adeguarli, per quanto possibile, alle esigenze di visita e di fruizione del ventunesimo secolo”.

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