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Azzolina: a settembre un’aula per tutti. Censimento strutture entro il 10 luglio

«Ci sono tre cose da fare per garantire il distanziamento e le faremo: migliorare e recuperare spazio dentro agli istituti, individuare nuovi locali fuori da scuola, avere più docenti e personale ATA. Metteremo in pratica le soluzioni scuola per scuola insieme ai tavoli regionali che sono già partiti. Il primo di settembre gli istituti saranno già aperti per fare lezione a chi è rimasto indietro e a chi vuole potenziare gli apprendimenti. Poi il 14 l’avvio ufficiale delle lezioni».Così la ministra Azzolina ha risposto ieri al Messaggero, invitata a pronunciarsi sulle tante criticità evidenziate dal Piano Scuola reso pubblico nei giorni scorsi.

Enti locali al lavoro

La questione che più di tutte salta agli occhi e allarma dirigenti scolastici e famiglie è la mancanza di aule, con circa 1 milione e 200mila alunni (il 15% di cui si parla nelle linee guida) al momento privi di collocazione nel sistema scolastico. «Abbiamo costruito un sistema digitale per avere i numeri su spazio e organizzazione in tempo reale. Non c’era niente di simile prima», commenta Azzolina, che rassicura: a settembre “ci sarà un’aula per tutti”.

I dirigenti scolastici

Lo sforzo più grande è oggi richiesto ai dirigenti scolastici, che hanno a disposizione poco più di due mesi per risolvere tutti i problemi: “Serve uno sforzo molto importante da qui ad agosto”, ammette infatti Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (Anp). “Si può fare ma è molto faticoso e bisogna impegnarsi duramente. Attualmente il primo passo è il censimento dei luoghi che è già in atto ed entro il 10 luglio gli enti locali sapranno quante aule devono trovare”, spiega.

Le famiglie

Grande inquietudine anche nelle famiglie, nelle quali prevale la sensazione di insicurezza. Tanti genitori però si stanno organizzando per contribuire personalmente alla soluzione delle tante criticità relative alla gestione scolastica post-Covid. E’ il caso de La scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia, che sta facendo rete con realtà omologhe sul territorio nazionale, con l’intento di fare di questa emergenza l’occasione per costruire una scuola migliore.

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