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Palazzo Ducale

Palazzo Ducale, Bizzarri finisce sotto esame: cresce la tensione con Comune e Regione

Luca Bizzarri, presidente del Ducale, finisce sotto esame: cresce la tensione con Comune e Regione.

Palazzo Ducale  – Cresce la tensione, non solo quella per la caccia al candidato ideale alla presidenza regionale, ma anche nel mondo della cultura genovese e, in particolare, tra il presidente della Fondazione cultura di Palazzo Ducale, l’attore Luca Bizzarri, e le istituzioni locali.

I vertici di Palazzo Ducale, uno dei più importanti motori culturali di tutta la Liguria, anche a livello nazionale, tra i pochissimi a non essersi praticamente mai fermati nonostante l’emergenza Covid, sono sotto esame e il livello di tensione con il Comune di Genova è ai massimi livelli.

Il rinvio dell’approvazione del bilancio consuntivo 2019 della Fondazione Palazzo Ducale ha fatto emergere i problemi ed acceso un confronto molto delicato. Il sindaco Marco Bucci, durante una recente riunione, a cui hanno partecipato il presidente Luca Bizzarri, la direttrice Serena Bertolucci e l’assessore alla Cultura Barbara Grosso, ha richiesto una serie di dettagli e di numeri sulle varie attività (dalle mostre agli eventi, dalle locazioni al personale), che finora non sono stati forniti.

Luca Bizzarri finisce sotto accusa: le motivazioni

Perplessità per il calo dei visitatori paganti per le mostre organizzate rispetto agli anni scorsi, da una parte, ma anche, e sopratutto, insofferenze nei confronti del presidente per le sue critiche sulla gestione mediatica del nuovo viadotto.  E’ dei giorni scorsi, infatti, il botta e risposta via Facebook. tra il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e il presidente della Fondazione cultura di Palazzo Ducale, Luca Bizzarri, sulle cerimonie di inaugurazione del nuovo viadotto Polcevera.

Luca Bizzarri, condividendo appieno la linea dei famigliari delle 43 vittime, ha da tempo sottolineato come sarebbe il caso che il silenzio prevalesse su qualsiasi passerella. Lo aveva fatto a “Propaganda live” su La7, dopo la cerimonia per il varo dell’ultimo impalcato, lo ha rifatto su Facebook dopo l’annuncio del concerto del 27 luglio, organizzato da Webuild su Rai Tre.

Il governatore, però, replica e attacca Bizzarri, pur senza citarlo. “Proprio oggi mi sono capitate tra le mani le immagini di alcune manifestazioni passate, legate al ricordo della tragedia di ponte Morandi e alla celebrazione di Genova, come il concerto che Msc ha regalato alla città, con tanto di diretta su Rai Uno seguita da milioni di telespettatori- il 14 giugno 2019, da piazzale Kennedy- e riguardando le foto dei presentatori, ritrovo chi in queste ore sta criticando l’ipotesi di un nuovo concerto. E su una cosa mi trovo pienamente d’accordo con lui: in certe situazioni il silenzio dovrebbe prevalere su tutto”.

Bizzarri, pero’, va oltre: “E io credo che il silenzio possa essere consolatorio. Solo per questo motivo mi permetto e mi sono permesso di esprimere un pensiero, non ho altro che quello, non ho elezioni da affrontare, sono un cittadino e ho detto la mia.Il tuo invito al silenzio non mi pare affatto consolatorio, ma paternalistico e minaccioso. Spero di aver inteso male”.

Luca Bizzarri: la replica del presidente del Ducale alle istituzioni per la “messa sotto esame” sui dati 2017-2018

«I dati? Nel 2017-2018 c’erano altri vertici – puntualizza subito Bizzarri – e comunque mi fa impressione essere messo sotto esame perché se avessi saputo che una Fondazione si valuta solo per i numeri, sarei rimasto a fare televisione. Parliamo di quelli di oggi: è vero, i numeri dei visitatori paganti sono in calo, ma è un problema generalizzato. Non ho mai visto Bucci e Toti all’inaugurazione di una nostra iniziativa. Ilaria Cavo (assessore alla Cultura della Regione, ndr) mi sembra l’unica persona che abbia capito il nostro lavoro». E, dulcis: «No, io non mi muovo, non mi dimetto. So che do fastidio per quello che dico, ma io non ho cariche da difendere, per me questo è un servizio civile, sono qui per la città – continua Bizzarri – se vogliono sfiduciarmi, c’è un cda per farlo».

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