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Lucano libero: per Rifondazione è un perseguitato

Mimmo Lucano libero: per Rifondazione comunista e buona parte della Sinistra italiana è un “perseguitato politico”. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha rigettato l’appello della Procura di Locri rispetto all’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari, che aveva respinto la richiesta di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex sindaco di Riace e altri nove indagati dell’indagine, con l’ipotesi accusatoria di associazione per delinquere tesa a favorire l’immigrazione clandestina , oltre a presunte irregolarità nella gestione.

“Contro di lui è stata portata avanti una persecuzione politica e giudiziaria volta a colpire a morte la più avanzata esperienza di accoglienza nel nostro Paese. Anche il Tribunale del Riesame chiarisce che nell’inchiesta si riscontra «assenza della prova del perseguimento di vantaggi patrimoniali privatistici o dell’appropriazione di somme di denaro da parte dei singoli protagonisti della vicenda» e un «quadro indiziario inconsistente». Il ministero degli Interni, con Minniti e poi definitivamente con Salvini, ha stroncato l’esperienza di Riace per ragioni politiche”, sostengono Maurizio Acerbo e Stefano Galieni, rispettivamente segretario nazionale e responsabile immigrazione di Rifondazione comunista. Per molti un’esperienza simbolo nel segno dell’integrazione (nella foto in copertina l’ex sindaco con due minori: la foto è pubblica, sulla pagina Facebook di Lucano, e riguarda un’iniziativa ufficiale: per questo i i minori non sono oscurati, N.d.R.).

“A questo massacro si è unito – con la peggiore destra razzista – il M5S che dovrebbe chiedere scusa pubblicamente per gli attacchi contro Mimmo Lucano. Come Rifondazione Comunista siamo sempre stati e sempre saremo al fianco di Mimmo, un esempio di integrità morale e passione civile, qualità sconosciute a tanti politicanti vecchi e nuovi che disonorano il parlamento e le istituzioni repubblicane”, concludono.

Anche l’avvocata Anna Falcone, impegnata a Sinistra, lo ribadisce su Facebook: “In molti lo avevamo detto fin da subito, e non per simpatia, ma perché l’inconsistenza e la strumentalità delle accuse erano evidenti fin dal primo momento. A Domenico Lucano il sostegno e la gratitudine di sempre! Avanti, Mimmo!”.

Molti gli attestati di stima sui media e sulla pagina dell’ex sindaco. E non solo adesso. Ad esempio scriveva su Fb Gabriele Vilardi, uno degli amici di Lucano, lo scorso 1 luglio: «Esattamente il primo luglio di 22 anni fa, #Riace, piccolo Comune della Locride, portò in salvo 200 profughi curdi giunti con un veliero. Arrivavano dalla Turchia: 66 uomini, 46 donne, 72 bambini. Cercavano una casa, un posto di pace lontano dalla miseria e guerra. “Con loro è come se si fosse risvegliata la voglia di non abbandonare queste terre.” dice sempre Domenico Lucano che a quei tempi era consigliere comunale in città e fu uno dei primi a soccorrere quelle vite disperate giunte miracolosamente sulla spiaggia di Riace Marina. “È stato il vento” ripete spesso Mimmo il Curdo. Da quel giorno Riace è sempre stato Paese dell’Accoglienza. Luogo di ristoro e solidarietà per chi richiede una casa e un luogo per vivere, luogo per caricare le proprie energie da attivista e militante, per chi crede nell’idea del cosmopolitismo e dell’umanità sopra ogni cosa. La settimana prossima sarò a Riace. Non potevo non tornarci anche senza il Riace In Festival, posticipato per l’emergenza coronavirus.Non potevo non ritornare e riabbracciare Mimmo, Alessio, Antonio, Lucia, Annamaria, Bahram (uno dei curdi giunti a Riace nel 1998) e chi continua a resistere in un luogo governato oggi da una amministrazione a trazione leghista. (…) La storia di Riace è riscatto sociale, fratellanza, antimafia sociale e politica, ambientalismo, valorizzazione del meridione, autorganizzazione, comunità.Tanti auguri Riace».

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