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Arsenale Marina Militare La Spezia

Arsenale della Spezia, via libera alla produzione di mascherine

Arsenale della Spezia, via libera alla produzione di mascherine.

La Spezia – L’Arsenale Militare Marittimo della Spezia ha fatto centro con l’obiettivo della produzione di mascherine chirurgiche maturato a marzo, in piena emergenza coronavirus, quando la caccia ai dispositivi di protezione individuale era disperata (anche in ambito sanitario) e l’offerta di mercato era quasi inesistente e, addirittura, onerosa.

E’ dei giorni scorsi la notizia secondo la quale l’Istituto superiore di sanità (ISS), ente preposto al rilascio delle autorizzazioni alla produzione di mascherine, ha approvato l’istanza del direttore dell‘Arsenale della Spezia della Difesa, il contrammiraglio Andrea Benedetti, regista dell’operazione, avallata dai piani alti della Marina Militare.

Arsenale della Spezia: la dichiarazione del capitano di fregata Pelliccia

L’Arsenale della Spezia è il primo ente pubblico ad aver ottenuto il via libera alla produzione di mascherine chirurgiche. “Ultraleggere, confortevoli, compatte” sono alcune delle caratteristiche certificate dopo l’analisi dei prototipi realizzati con i materiali approvati illustrate dal  capitano di fregata Gianmarco Pelliccia che ha elaborato il progetto. E che fa una prima rivelazione. “Col lookdown all’interno dell’Arsenale è maturata la condivisione di un pensiero che si è fatto gioco di squadra: adoperarci per la comunità. Accadeva in un momento nel quale le mascherine erano merce rara e si delineavano speculazioni attorno al bisogno urgente delle stesse”.

Produzione di mascherine: la Spezia è il primo ente pubblico ad aver ottenuto il via libera alla produzione di mascherine chirurgiche.

La certificazione del prodotto – avvenuta all’esito di una lunga serie di test tecnici – apre la strada non solo alla produzione interna, allo stato quantificata nel fabbisogno di 500 dispositivi al giorno, ma anche al servizio di altre amministrazioni dello Stato. Quelle della Difesa si stanno già facendosi avanti. Ma potrebbero farlo, volendo, anche le Asl.

La produzione è ai blocchi di partenza e si stima di offrirle sul mercato ad un costo ben inferiore del presso fisso sul mercato di 50 centesimi.

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