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Favero del sindacato Clas lancia la proposta: “Salvaguardia del made in Italy per il rilancio”

“Per rilanciare l’occupazione ed evitare che la crisi economia in atto possa incidere pesantemente sull’economia, occorre puntare sul made in Italy e sulle nostre produzioni di eccellenza.

In particolare, occorre lavorare a una strategia di rilancio integrata per il settore turistico, con particolare attenzione al comparto alberghiero e della ristorazione. In questo quadro il territorio della provincia di Latina e del Lazio hanno davvero molte carte da giocare in termini di valorizzazione e di sviluppo”.

Lo afferma il Segretario Generale Nazionale del Sindacato CLAS, Davide Favero, che invita il governo a tenere nella dovuta considerazioni tali aspetti: “Attraverso adeguate misure di rilancio e sviluppo, tali settori possano sinergicamente sostenersi favorendo l’occupazione di migliaia di lavoratori, rivalutando l’artigianalità, la professionalità, i prodotti e le eccellenze italiane.

Sono soprattutto le piccole e medie imprese ad aver risentito delle perdite delle quote di mercato, con un rilancio dell’export che si sta rivelando assai complicato. L’aiuto alle imprese in questo periodo di crisi, arriva attraverso prima gli ammortizzatori sociali ed a seguire con il “patto dell’export” di giugno. Con uno stanziamento di 900 milioni di euro, il patto agisce come paracadute all’emergenza ma anche come finanziamento, dando di fatto alle imprese la liquidità di cui necessitano e finalizzando gli stessi finanziamenti agli studi di fattibilità, l’e-commerce, fiere e mostre etc – continua Favero – Il potenziamento del Made in Italy passa attraverso la valorizzazione di prodotti di eccellenza come, ad esempio, il settore enologico, fortemente colpito dal periodo di lockdown e che impiega circa 1 milione e trecento mila addetti nel nostro Paese.

La perdita di circa il 70% del mercato nel periodo di pandemia si assesta ad oggi ad una perdita di circa il 39%, con un calo drastico della occupazione. Il vino italiano, considerato il nostro ambasciatore del settore agroalimentare nel mondo, sta vivendo una sorta di metamorfosi al solo fine di mantenere aperte le attività, non perdere le produzioni ancora in cantina, la prossima vendemmia e salvaguardare l’occupazione, che ha subito un durissimo colpo in questi mesi considerando la difficoltà di reperimento della forza lavoro. Circa 150 milioni di litri di vino oggi vengono destinati alla produzione di gel igienizzanti anche attraverso le misure di sostegno alla distillazione promosse dalla Commissione Europea. Il Decreto “salva cantine” lavora sulla decontribuzione e sulla vendemmia verde.”

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