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Ariano Irpino – Lorenzo Preziosi nominato commissario del Pd locale, ma La Vita non ci sta

Ariano Irpino – La segreteria regionale del Partito democratico ha nominato il commissario per la sezione arianese del Pd: si tratta di Lorenzo Preziosi, responsabile per le politiche giovanili del Partito democratico di Avellino. Preziosi nelle prossime ore potrebbe giungere ad Ariano Irpino per assumere la guida del partito. Sostituisce il segretario facente funzione, Giuseppe Ciasullo.

Dopo la fase elettorale, il commissario adempirà agli obblighi statutari per eleggere l’assemblea e il nuovo segretario di sezione.

La richiesta della nomina del commissario era stata avanzata alcune settimane fa da numerosi iscritti al partito, tra i quali anche l’ex capogruppo consiliare, Carmine Grasso, che avevano evidenziato lo stato di difficoltà nel quale il partito versava a causa di una gestione poco attenta da parte del facente funzione di segretario, che aveva condotto alla spaccatura nel Pd ed in tutto il centrosinistra con il conseguente indebolimento della candidatura a sindaco dell’uscente, Enrico Franza, sostenuto senza riserve in occasione delle elezioni amministrative del 2019 e durante la consiliatura.

Il presidente, Gaetano Bevere, era stato delegato dal sindaco per le grandi opere ed aveva assunto un ruolo di rilievo nella passata amministrazione, tanto da rendere incredibile il suo ripensamento subito dopo le dimissioni di Franza.

“In questa storia non ci sono vincitori o vinti – commenta Carmine Grasso – ma non possiamo certamente essere accusati come i responsabili della rottura. Il nostro gruppo oggi è posizionato dove è sempre stato collocato, non siamo sostenitori del Pd da oggi o da ieri, ma dall’inizio di questa meravigliosa esperienza politica che si chiama Partito democratico. Il commissariamento dimostra che la gestione del segretario facente funzione è stata poco attenta – aggiunge Grasso – e che il vero Pd siamo noi e non loro.

E’ evidente che adesso il simbolo del partito non potrà essere utilizzato per colpa di chi non ha sostenuto il dialogo interno al partito. La segreteria regionale ha deciso per il commissariamento perché indotta dal comportamento tenuto da La Vita”.

Il punto fermo è che Ciasullo era stato indicato per la gestione transitoria del partito, non era stato eletto dall’assemblea ed avrebbe dovuto traghettare il Pd verso nuove elezioni. In realtà l’assemblea non è stata più convocata da circa sette mesi.

Di parere opposto Giovanni La Vita, che ritiene di aver osservato alla lettera le disposizioni contenute nello statuto del partito ed ha dichiarato di essere pronto a ricorrere alle autorità competenti per contrastare la nomina del commissario per mancanza dei presupposti.

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