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Ritorno a Messina (almeno per un po’) in nome del teatro che c’è e che ci sarà

Qualche mese fa avrebbe dovuto debuttare in teatro a Roma. Spettacolo rinviato causa COVID. Ora l’attore 27enne William Caruso è a Messina, dove è tornato dopo un’esperienza in Canada. “È complicato – dice – programmare il futuro. La vita si adatta, sempre. Come è successo in questo 2020”

Qualche mese fa avrebbe dovuto debuttare in teatro a Roma con uno spettacolo in lingua spagnola, ma il COVID ha fatto slittare le date al prossimo anno. A Roma, comunque, ci ha già vissuto (all’Eutheca, European Union Academy of Theatre and Cinema ha ottenuto nel 2016 il Bachelor in Acting grazie al percorso bilingue con l’Università del Galles). A 27 anni l’attore William Caruso ha trascorso lontano dalla sua città, Messina, quasi un terzo della sua vita.

Studiare e fare teatro: a Roma, a Siracusa…

William dopo i tre anni a Roma, è stato a Siracusa. All’Inda – l’Istituto Nazionale del Dramma Antico che gli ha dato nel 2019 il diploma accademico – sono collegati quelli che definisce i momenti più significativi della sua esperienza. “Per il 54º ciclo di rappresentazioni classiche della stagione 2018 al Teatro Greco di Siracusa – dice – ho avuto la fortuna di far parte del Coro dei vecchi tebani nell’Eracle di Euripide, regia di Emma Dante, spettacolo andato in scena per un mese al Teatro Greco e successivamente in tournée al Teatro di Pompei per il festival Pompeii Theatrum Mundi e al Teatro Romano di Verona per la 70^ edizione dell’Estate Teatrale Veronese. Inoltre ho fatto parte del Coro degli Iniziati de Le Rane, con Ficarra e Picone e con la regia di Giorgio Barberio Corsetti per una prima assoluta su RAI 1”.

E sempre a proposito di lontananze, dopo Siracusa William ha vissuto – per 5 mesi –  a Victoria, in Canada, nella Columbia Britannica. “Lì – racconta – ho ripreso un po’ possesso della mia vita, riassaporando una quotidianità che avevo dimenticato”. In Canada ha fatto tanti mestieri, dall’apprendista carpentiere e il tutor del personale in un Deli di un supermarket all’assistente chef in un bistrot del centro città. Ma nemmeno lì ha dimenticato il “suo” mondo, fatto anzitutto delle tavole di palcoscenico. “Grazie al prezioso aiuto dell’attrice italo-svizzera Isabella Giampaolo, ho avuto la possibilità di entrare a contatto con l’ambiente culturale di Victoria. Mi sono esibito in una regia di Isabella, in uno spettacolo-concerto sui racconti e i canti del Meridione italiano”.

Da Messina la partecipazione al dibattito nazionale sul teatro

Dal Canada William è tornato per un po’ a Messina, dove, giovanissimo, ha cominciato i suoi studi di teatro con il regista Sasà Neri e la sua “La Luna Obliqua”. Per qualche mese prima della pandemia ha vissuto tra Roma e Messina. Sullo Stretto William ha sperimentato su di sé approfondendo “gli studi sugli equilibri delle fasce muscolari del corpo umano con l’osteopata Fabio di Stefano e sull’equilibrio armonico delle funzioni vocali con la logopedista Isabella Manione”. Inoltre ha intrapreso lo studio del canto a livello professionale con due vocal coach di grande esperienza, Fabio Lazzara e Francesco Mecorio. Con Mecorio ha anche intrapreso un percorso di studio dell’Estill Voice Training, “una metodologia di training della voce conosciuta in tutto il mondo”.

“Rientrare nella mia città – racconta –  è stato come un ricominciare da zero, con nuovi stimoli, nuove idee e obiettivi”. A Messina comunque aveva già lavorato (è stato assistente di regia di Auretta Sterrantino per Caino. Homo Necans ed è stato attore in Wunderkammer, spettacolo sempre della Sterrantino). Durante la quarantena si è dedicato alla scrittura di un monologo teatrale e ha partecipato online ai vari tavoli nazionali nati dal desiderio di incontro fra i lavoratori dello spettacolo dal vivo. In particolare, è stato uno dei referenti del gruppo E come Eresia: le rivoluzioni siamo noi?. “Incontri preziosi – commenta – che mi hanno dato modo di attraversare questo momento storico per la cultura italiana in dialogo costante con altri artisti e di conoscere le infinite e ricche realtà artistiche che si muovono a livello nazionale e internazionale”.

Al contrario, la scena culturale della sua città ha potuto frequentarla poco, vivendo studiando e lavorando altrove a partire dai suoi 20 anni. “Grazie” ai ribaltamenti di progetti e prospettive nati dalla pandemia, si è fermato qui un po’ di più di quanto avesse ipotizzato. Ed ecco che, negli ultimi mesi, è stato spettatore attento del Cortile-Teatro Festival, festival teatrale cittadino organizzato da Roberto Zorn Bonaventura, “ricoprendo il ruolo di osservatore critico della rassegna per conto di QA-Quasi Anonima Produzioni di Auretta Sterrantino, di cui sono stato anche assistente alla regia volontario per Cenere, il suo ultimo spettacolo andato in scena proprio al Cortile”.

“Importante per chi fa teatro lavorare al rapporto con la comunità”

“Ritrovare diversi esponenti del mondo teatrale messinese – spiega William – mi ha arricchito e mi ha fatto capire quanto sia importante lavorare al rapporto con la comunità, soprattutto con quella di Messina, terreno aspro per l’attività culturale”.

Un rapporto che spera di tenere vivo e approfondire. “Mi auguro davvero – sottolinea – che a Messina possa crearsi uno spazio soprattutto per le nuove generazioni, per quelle persone che come me vivono la crisi identitaria di questa società. Bisogna muoversi, essere punto in movimento, senza dimenticare ciò che siamo stati ma con un occhio al futuro. Mi ha colpito molto la chiusura del Clan Off: con mio enorme dispiacere si chiude una bella realtà teatrale in una zona della città di Messina priva di ogni attività culturale. Un esempio della sordità di un sistema cittadino che, a quanto pare, non comprende il valore che la cultura ha per il territorio. Cultura che è memoria, che restituisce dignità all’essere umano e alla sua esistenza”.

“Complicato programmare. La vita si adatta. Com’è successo in questo 2020”

Nel frattempo, William comunque non si ferma. Sta lavorando ad un suo monologo che presenterà “con molta probabilità” nella prossima primavera e, con alcuni colleghi, è impegnato in progetti teatrali nel territorio del Lazio. E mentre lavora, continua a studiare. Anzitutto per ottenere l’Estill Figure Proficiency (EFP), primo certificato nel percorso di Estill Voice Training. Tra una decina di giorni parteciperà all’EVT Level 2 Course con Francesco Mecorio e altre due vocal coach internazionali, Anne-Marie Speed e Naomi Eyers. Anzi – aggiunge – “spero, parallelamente al lavoro come attore, di dventare nel futuro prossimo un insegnante Estill e diconseguire il Master di Primo livello in Vocologia artistica a Ravenna”.

“È complicato – conclude – poter programmare il futuro. La vita si adatta sempre, senza mai fermarsi, come si è adattata già per questo 2020”.

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