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Analisi del voto, Fitto ce l’ha con tutti. Attacchi a Salvini, Vendola ed Emiliano

Raffaele Fitto è un fiume in piena e nel fare l’analisi del voto non fa sconti a nessuno. Nel suo mirino ci sono sia i suoi avversari storici del centrosinistra, su tutti Michele Emiliano e Nichi Vendola, sia chi ha aperto il fuoco amico all’interno del centrodestra, soprattutto Matteo Salvini, e ha parlato di scelte sbagliate in Campania e Puglia sulla scelta dei candidati da contrapporre a figure importanti e forti come i vincitori della partita elettorale nelle due Regioni meridionali. Dopo qualche giorno dalla cocente sconfitta subita in Puglia, quindi, l’ex candidato del centrodestra, in un’analisi del voto dei pugliesi più complessa, si scaglia contro il suo ex avversario nella partita elettorale e con i suoi sostenitori più accaniti.“Ho trovato incivile e violenta la ‘falsa’ campagna di comunicazione contro di me che ha visto come protagonisti i principali esponenti del centrosinistra”. Esordisce in questo modo nel suo attacco, Raffaele Fitto che poi continua: “Una campagna di comunicazione falsa messa in atto a partire da Emiliano, al quale auguro buon lavoro e Vendola che insieme ad un esercito di insultatori professionisti (che proprio sulla rete hanno dato il ‘meglio di sé) mi hanno aggredito quotidianamente con dichiarazioni pesanti, tante notizie false e gravemente offensive. La durezza dello scontro politico, per quanto mi riguarda non deve mai degenerare! Per questo proprio a loro rivolgo un saluto ed un auspicio: spero possano trasmettere, soprattutto ai loro figli, valori e sentimenti come il rispetto e la buona educazione (soprattutto per gli avversari)”. 

Analisi del voto, Fitto a Salvini: “Basta gioco al massacro”

Raffaele Fitto con Giorgia Meloni

Raffaele Fitto continua la sua personalissima analisi del voto dei pugliesi e, dopo aver detto la sua sugli avversari e sul loro modus operandi, si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe sui suoi alleati di coalizione. Primo tra tutti Matteo Salvini che, nell’immediato post sconfitta elettorale, aveva criticato la scelta di ricorrere a candidati come Fitto in Puglia e Caldoro in Campania, che secondo il leghista non hanno scaldato il cuore degli elettori. Non è un mistero d’altronde che il leader della Lega avrebbe preferito altri candidati a correre per la poltrona di governatore in Puglia, ma ha dovuto accettare non senza qualche polemica la candidatura del meloniano, Fitto. “Mi sembra quantomeno ingeneroso puntare il dito sulla mia persona, invece, di fare un’analisi del voto seria ed approfondita”. Raffaele Fitto affida alla sua pagina Facebook lo sfogo amaro contro il suo alleato, continuando in questo modo: “Ed allora, dopo aver resistito per lunghe giornate alla tentazione di risponderti, dato l’ingiusto fuoco di fila di dichiarazioni da parte tua e dei tuoi, mi vedo costretto a farlo, ponendo alcune domande. Mi chiedo infatti come sarebbe finita, se rispetto ad un anno fa la Lega, in Puglia, non avesse perso 16 punti percentuali: il doppio di quelli che sarebbero stati sufficienti per vincere! Tutti gli altri partiti della coalizione, invece, hanno tenuto molto bene o sono cresciuti. Mi chiedo come sarebbe finita se il leader della Lega avesse citato il mio nome almeno una volta durante tutta la campagna elettorale, se non avessi dovuto rispondere almeno una volta al giorno alla domanda ‘perché Salvini non la cita e non la invita mai alle manifestazioni della Lega?’ e se i dirigenti leghisti non avessero per mesi indebolito la mia candidatura senza mai proporre una opzione migliore, legittimata dal consenso. Mi hai giudicato ‘il passato’ – sottolinea ancora l’europarlamentare: ma sei proprio convinto che il tuo gruppo dirigente pugliese rappresenti il nuovo? Ho combattuto lealmente, confrontandomi sempre con il consenso. Ti ricordo che solo un anno fa, in occasione delle elezioni Europee, sono stato il più votato in Puglia. Tra l’altro, se non hai guardato i numeri e fatto un’analisi del voto, ti inviterei a farlo per prendere atto che, in questa elezione regionale, ho preso 30.000 voti in più dei partiti che mi sostenevano. Ritengo un gravissimo errore, dunque, procedere con questo inutile e superficiale massacro mediatico, anziché con un’analisi del voto ‘collegiale’, seria ed approfondita, degli errori commessi. Fra l’altro dove si sono scelti candidati che venivano definiti da te ‘freschi’ e ‘proiettati al futuro’, che a differenza mia sono stati lealmente ed apertamente sostenuti dall’intera coalizione, non mi pare sia andata meglio. Per cui, caro Salvini, chiudiamola qui e andiamo avanti perché c’è tanto da lavorare, in Puglia e nel Paese. Io spero uniti, anche se la differenza di reazione e valutazione di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi mi fa pensare. Vorrei che insieme ragionassimo tutti nell’interesse della nostra coalizione, sull’analisi del voto e nell’interesse del Paese”.

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