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Non solo in Vaticano. La Curia di Pesaro perde 600mila euro in investimenti sbagliati

Succede a volte che i soldi delle parrocchie, i risparmi insomma, vadano a finire in Lichtenstein per una questione di tasse (là si paga solo l’uno e mezzo per cento). I fedeli sono venuti però a sapere solo ora che quei soldi –  oltre 600mila euro – sono scomparsi, per errori dell’una e dell’altra parte. Com’è possibile?

L’Arcidiocesi di Pesaro solo a distanza di anni ha avviato una causa per quel denaro versato a più riprese alla ValorLife di Vaduz, che del Lichtenstein è la capitale, un fondo d’investimento contattato prima dal vescovo Angelo Bagnasco e poi dal suo successore, attuale numero uno delle diocesi pesaresi, Piero Coccia.

I versamenti per le 9 polizze vita, beneficiario il mondo ecclesiastico, risalgono al 2003-4. Dopo 6 anni la Curia avrebbe dovuto incassare, ma la ValorLife non ha restituito un soldo e, incredibilmente, tutti stanno zitti, forse “segnati” dalla vicenda della vicina Curia di Loreto che di milioni di euro ne aveva persi per strada addirittura 11, poi in parte ricomparsi alle isole Cayman.

Adesso, finalmente, la Curia pesarese si è decisa a intentare una causa che porterebbe alle casse arcivescovili solo il 15% dell’importo versato all’epoca. Se va bene, perché la società estera ha già chiuso i battenti da tempo. Il prossimo aprile sapremo com’è andata a finire.

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