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Teatro Carlo Felice, “Aperti, nonostante tutto”: Lorenzo Passerini e la musica sinfonica del “Novecento Italiano”, stasera in streaming

Teatro Carlo Felice, “Aperti, nonostante tutto”: il secondo concerto del palinstesto, stasera alle 21 in streaming.

Genova – Mercoledì 2 dicembre a partire dalle ore 21 “in scena” la musica dell’orchestra del Teatro Carlo Felice, in diretta streamingsu tutti i suoi canali social: il secondo concerto del palinsesto “Aperti nonostante tutto”, promosso dall’ANFOLS (Associazione Nazionale Fondazioni
Lirico Sinfoniche) e sostenuto dall’ANSA.

Dopo il primo concerto, ‘Omaggio a Beethoven’, il teatro propone un’altra pagina musicale, riportando il pubblico all’inizio del secolo scorso con l’intento di valorizzare la musica sinfonica italiana dell’Ottocento e della prima metà del Novecento.

Sul podio, il giovane direttore Lorenzo Passerini, impegnato in un programma che, appunto, vuole valorizzare la musica sinfonica italiana dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. In particolare, quella della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”, un gruppo di compositori che ebbe l’enorme merito di aprire in Italia alle più avanzate esperienze musicali europee dell’epoca e, al tempo stesso, di riallacciarsi all’antica e nobile tradizione strumentale italiana che aveva fatto scuola tra il Cinquecento e il Settecento.

Aprono il concerto i brani “Gavotta op.55 n.2”“Notturno op.70” e “Giga op.61 n.3” di Giuseppe Martucci (1856-1909), principale esponente del sinfonismo italiano tardo ottocentesco. Quindi, “Paganiniana” di Alfredo Casella (1883-1947), fantasioso divertimento su temi di Paganini, e la suite descrittiva ed evocativa “Gli uccelli” di Ottorino Respighi (1879-1936).

Teatro Carlo Felice: i canali della diretta streaming 

Il concerto verrà trasmesso su Primocanale mercoledì 2 dicembre alle ore 21:00, sui canali social del Teatro Carlo Felice e su www.anfols.it. L’obbiettivo è quello di portare nelle case la musica sinfonica, in attesa di poter tornare “alla normalità”, quella di prima della Covid e delle misure restrittive del governo che hanno imposto lo spegnimento della musica e della cultura “dal vivo”.

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