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Ma lo sport piace ancora ai più giovani?

Ma lo sport piace ancora ai più giovani?

Di Matteo Lignelli

Ti ricordi cosa diceva Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, la scorsa primavera?

Dobbiamo preoccuparci di ciò che proponiamo. Il nostro calcio non piace ai giovani, è vecchio, mio nipote dopo 10 minuti del Napoli va a giocare a Fortnite facendomi arrabbiare.

Ha ragione. E va considerato che i ragazzi trovano una difficoltà estrema a seguire per intero un evento, anche sportivo, che dura un’ora e mezzo (o più). Si distraggono. Sono abituati a contenuti frenetici, che vanno a mille all’ora rispetto a una partita di calcio (quando va bene, pensate al ciclismo), che cambiano in continuazione e si accavallano. Non possono scrollare all’azione successiva e questo per chi è nato con lo smartphone è un gran problema.

Di questo argomento, che mi sta molto a cuore, ha scritto Bidon Magazine. Il pezzo di Filippo Cauz è interessante, te lo consiglio. Io riporto la domanda che pone e la risposta che dà.

Come raccontare alle generazioni future un mondo che si muove a ritmi così diversi da quelli con cui sono cresciuti? 

Semplice:

 Occorre dotarsi di nuovi strumenti.

Anche perché il loro utilizzo – in modo qualitativo (a questo stanno davvero attenti!) – è quello che richiedono a gran voce.

Bidon, che solitamente si occupa di ciclismo, prende ad esempio quel che è accaduto negli States, dove oltre ai soliti canali anche Nickelodeon (emittente che ospiti, tra gli altri, anche SpongeBob) ha provato a trasmettere la partita di football tra Chicago Bears e New Orleans, lavorando a un prodotto esclusivo per le fasce d’età più basse. Sullo schermo le azioni di gara erano accompagnate da effetti speciali degni di un cartone animato.

Le linee dei down guizzavano di verde fluorescente, le segnature dei touchdown erano celebrate da fiumi di slime, sui fieldgoal le porte si trasformavano in sagome di Spongebob, mentre le scelte arbitrali erano spiegate dal giovane Sheldon e le grafiche paragonavano i principali giocatori in campo ai personaggi più noti dei cartoni animati.

Com’è andato l’esperimento? Giudica tu:

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