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Montebelluna, un ulivo in ricordo delle vittime del Covid-19

Questa mattina una piccola rappresentanza del mondo civile montebellunese, assieme il vicesindaco reggente di Montebelluna, Elzo Severin, e il prevosto di Montebelluna, Monsignor Antonio Genovese si è riunita di fronte al Duomo di Montebelluna per una semplice cerimonia nel corso della quale è stato scoperto l’ulivo a ricordo delle vittime del Covid-19 e una targa commemorativa con una citazione di Sant’Agostino: “Non si perde mai colui che si ama, perché possiamo amarlo in Colui che non si può perdere”.

Questa mattina una piccola rappresentanza del mondo civile montebellunese, assieme il vicesindaco reggente di Montebelluna, Elzo Severin, e il prevosto di Montebelluna, Monsignor Antonio Genovese si è riunita di fronte al Duomo di Montebelluna per una semplice cerimonia nel corso della quale è stato scoperto l’ulivo a ricordo delle vittime del Covid-19 e una targa commemorativa con una citazione di Sant’Agostino: “Non si perde mai colui che si ama, perché possiamo amarlo in Colui che non si può perdere”.

Il riferimento ai tanti dolorosi lutti che hanno contrassegnato in questo ultimo anno anche la comunità di Montebelluna è stato espresso anche dal prevosto Genovese che ricorda: “Il luogo scelto per piantumare l’olivo non è causale: il duomo rappresenta simbolicamente il luogo di congiunzione delle anime di coloro che hanno perso la vita a causa del Coronavirus. L’importanza delle fede, che si esprime anche attraverso i suoi luoghi e le sue funzioni, si è rivelata con tutta la sua forza soprattutto col il primo lockdown quando luoghi di culto e cerimonie sono state sospese, impedendo, in molti casi, di dare un ultimo saluto ai propri cari”.

Di tono simile anche le parole pronunciate da Elzo Severin“Siamo di fronte ad una delle pandemie più gravi mai registrate e non c’è ormai persona che non abbia avuto un proprio caro ammalato o, purtroppo, scomparso a causa di questa malattia.

Questa cerimonia avviene ad un giorno dal ritorno del Veneto in zona arancione. Segno che la guardia non abbassata e che la responsabilità personale di ciascuno, chiamato al rispetto delle regole, è l’arma più efficace per vincere questa battaglia.

Questo albero e questa targa vogliono essere il segno della vicinanza delle parrocchie di Montebelluna e del Comune a chi è stato vittima del Covid-19, ma anche a chi, medici ed operatori sanitari in primis, non hanno mai smesso di sostenere e assistere i contagiati”.

Domani, inoltre, domenica 7 marzo, alle 9.30, presso il Duomo di Montebelluna, il Prevosto don Antonio Genevose celebrerà una Messa commemorativa in ricordo delle vittime del Covid 19.

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