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Disastrosa campagna vaccinale messa in atto dalla Regione Toscana

Con preghiera di pubblicazione.
Bisogna immediatamente correre ai ripari riguardo alla fin qui disastrosa campagna vaccinale messa in atto dalla Regione Toscana. 
La divisione in categorie ha portato a inutili favoritismi e, nell’errore, a ricambiare in itinere il metodo di vaccinazione, a danno della salute e della vita dei più fragili. 
Anche se in Toscana siamo stati i primi a vaccinare nelle Rsa’, per adesso non possiamo che dare un giudizio negativo ispirato dalla insoddisfazione e dalla e rabbia dei cittadini, vista la completa mancanza di organizzazione nella campagna vaccinale degli over 80, di certo non a causa dei medici di famiglia che svolgono invece un lavoro delicato e fondamentale, che ha contribuito a ridurre i danni derivanti da una gestione “dilettantesca”.
E che ci siano stati errori nella campagna vaccinale toscana lo ha ammesso anche il presidente del Consiglio regionale, che però poi si è trincerato dietro la motivazione che ci  troviamo nel bel mezzo della più grande e importante campagna vaccinale della storia; ma anche tutte le altre regioni vi si trovano, e nessuna ha fatto gli errori commessi dalla Regione Toscana.
Noi riteniamo che dopo aver vaccinato tutte quelle categorie indispensabili per far funzionare la macchina dello Stato (medici, infermieri, OSS, forze dell’ordine, insegnanti e personale della scuola), si dovesse provvedere ad una vaccinazione di massa degli over 80 e dei pazienti fragili e fragilissimi; invece si è data la precedenza a categorie professionali che  possono lavorare facilmente anche in smart working. I motivi di tale scelta andrebbero certamente approfonditi.
Ci preme sottolineare la situazione drammatica di tutte quelle famiglie con minori affetti da patologie gravi per cui sono stati classificati come soggetti fragilissimi; non potendo vaccinare i bambini si doveva provvedere a vaccinare i genitori, i caregiver , mentre ancora non c‘è una direttiva seria che indichi come fare. La FIMP toscana (Federazione Italiana Medici Pediatri) ha stipulato una convenzione per cui i pediatri di famiglia si sono resi disponibili a vaccinare gli adulti accudenti i bambini fragilissimi, ma ancora non sono disponibili i vaccini, non c’è una regolamentazione assicurativa, si vocifera che forse dopo Pasqua si saprà qualcosa in merito. Nel frattempo questi bambini sono esposti ad un rischio altissimo.
Chiediamo all’Assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini di comunicare immediatamente le direttive che intende impartire per poter vaccinare i parenti dei bambini fragilissimi, e portare nelle loro case  un pò di serenità almeno a riguardo del rischio COVID.

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