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Dopo 51 anni chiude Roberto Cavalli di Sesto Fiorentino

Domani sarà l’ultimo giorno a Sesto Fiorentino della Roberto Cavalli. Lo storico brand di alta moda, chiude, dopo 51 anni di presenza nel territorio.

Per la Cgil e la Cisl si tratta di una perdita enorme di competenze, professionalità, lavoro per il territorio. Nell’occasione, i pochi lavoratori rimasti, la Filctem Cgil e la Femca Cisl indicono un incontro alle 10,30 davanti alla fabbrica (ingresso di via Edison 3) a Sesto Fiorentino.

Si ripercorreranno le tappe che hanno portato a questa dolorosa chiusura, si lancerà un appello alle istituzioni affinché non si ripetano vicende analoghe e si farà il punto sulla situazione dei lavoratori, sia di quelli che si trasferiranno al Nord sia di quelli (la grande maggioranza) che hanno dovuto optare per l’uscita.

Vertenza Cavalli, 100 dipendenti senza lavoro, 50 trasferiti a Milano

Nella vertenza Roberto Cavalli infatti, su un totale di 170 dipendenti, oltre cento lavoratori hanno dato la preadesione al piano sociale (licenziamento con corresponsione da 8 a 11 mensilità, a seconda dell’anzianità di servizio), oltre 50 invece si trasferiranno a Milano (secondo le condizioni previste dal contratto nazionale in questi casi).

E’ questo quanto aveva deciso l’azienda e fatto sapere in uno degli incontri coi sindacati al tavolo di crisi della Regione Toscana.

«La sede fiorentina dell’azienda scompare, si perde un enorme patrimonio professionale e umano, oltre a una risorsa per il territorio.

«Restiamo preoccupati sul futuro industriale del marchio – in Toscana sono numerose le ditte fornitrici – e anche i lavoratori sembrano esserlo, visto che oltre 100 di loro hanno scelto di licenziarsi piuttosto che trasferirsi nella sede milanese.

«I lavoratori hanno lottato finché hanno potuto per convincere l’azienda a rinunciare alla chiusura della fabbrica di Sesto Fiorentino, ringraziamo le istituzioni locali che ci sono state accanto», dicono Femca Cisl e Filctem Cgil Firenze.

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