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Discarica Bussi, D'Incecco-De Renzis: "Il Tar dà ragione alla Regione Abruzzo"

Centrosinistra, relazione della Commissione regionale su Bussi: “se mettere la popolazione a conoscenza di tutto ciò è un comportamento disonorevole, ce ne faremo una ragione”

Bussi. “Il lavoro della commissione d’inchiesta su Bussi è stato grande e importante, perché grazie all’attivazione e all’attività di questo organismo, prima presieduto da Giovanni Legnini e portato a scadenza con la presidenza del consigliere Antonio Blasioli, molte cose si sono riaccese nella memoria storica dei siti interessati dalla discarica e tantissime cose attese da 13 anni a oggi sono accadute, come la messa in sicurezza delle aree 2A e 2B, dove è concentrato il materiale più inquinato rimasto per tutto questo tempo esposto agli agenti atmosferici e all’ambiente circostante con la sua carica di veleni attivi. Si tratta di un lavoro chiuso, messo a disposizione dei consiglieri commissari già dal 4 marzo, perché proponessero anche delle aggiunte, cosa che non hanno fatto, salvo poi chiedere anche un rinvio ad altro Consiglio perché non avevano avuto tempo di leggerlo, pur avendolo da due mesi. La relazione è un testo di cui il Consiglio prende atto e che attraverso la commissione è stato consegnato alla comunità abruzzese, che aspetta da troppo tempo di conoscere, di sapere e soprattutto di essere tutelata, non ci sembra disonorevole una condotta di questo tipo, anzi”, dura la replica dei capigruppo di centrosinistra alla nota dei capigruppo di centrodestra sulla relazione diffusa dal presidente Blasioli a fine incarico. “Bussi è una realtà di cui non si parlava quasi più, se non nelle aule giudiziarie, finché non è stato avviato il lavoro della commissione – così i capigruppo di Pd, Legnini Presidente, Gruppo misto e Abruzzo in Comune – Un lavoro che nelle premesse dell’organismo stesso doveva avere un compito conoscitivo e poi divulgativo dello stato dell’arte in merito all’inquinamento e alla bonifica dei siti. E questo non solo è ciò che è accaduto, perché grazie alle sedute condotte da Legnini, prima e da Blasioli poi, abbiamo avuto contezza che i veleni di Bussi erano tutt’altro che dormienti, ma la Edison, ufficialmente riconosciuto soggetto inquinatore da sentenze e pronunciamenti di organi giudiziari, ha iniziato a fare attività di messa in sicurezza che erano rimaste lettera morta per tanti anni. Questo racconta la relazione che i commissari potevano leggere dall’inizio di marzo e non lo hanno fatto: se mettere la popolazione a conoscenza di tutto ciò, anziché restare inerti, ancora, è un comportamento disonorevole, ce ne faremo una ragione. Ci chiediamo, piuttosto, perché non sia accaduto prima, perché i commissari non abbiano fatto proprio il lavoro compiuto nei mesi di commissione, anziché considerarlo politico, o, peggio, politicizzato come scopriamo oggi, non avendolo nemmeno letto. Vero è che su Bussi non ci sono state prese di posizione memorabili dal centrodestra prima dell’istituzione della commissione, evidentemente perché la discarica di Bussi non era fra le priorità del governo regionale. E l’inerzia che contraddistingue l’attuale classe dirigente sull’ambiente, Bussi compresa, d’altronde, lo dimostra”.

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