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Comiso, presto cittadinanza italiana per il buddista Gyosho Morishita

Il reverendo buddista Gyosho Morishita, 77 anni più della metà vissuti a Comiso, avrà presto la cittadinanza italiana. Nelle settimane scorse è stata avviata una petizione indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché al reverendo Morishita sia riconosciuta la cittadinanza italiana.

Il sindaco Maria Rita Schembari, che ha condiviso l’iniziativa con molti cittadini sottoscrittori della petizione, dichiara: “Nel dicembre del 2018 ho conferito al reverendo Morishita la cittadinanza onoraria di Comiso. Il 28 aprile scorso ho inviato al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese la richiesta ufficiale per la concessione della cittadinanza italiana al reverendo Gyosho Morishita ai sensi dell’art. 9 c. 2 della Legge 5 febbraio 1992 n. 91. La richiesta è stata supportata anche dalla volontà dei cittadini di Comiso che riconoscono nel reverendo giapponese una figura significativa della nostra storia cittadina recente. Il reverendo Morishita, infatti, ha scelto Comiso come luogo in cui ha vissuto negli ultimi quarant’anni, da quando è arrivato qui per protestare contro l’installazione di una base missilistica della Nato e per predicare la pace. Dopo lo smantellamento della base ha voluto continuare a vivere nella nostra città eletta come luogo simbolo di pace e dove ha voluto erigere, per l’appunto, una Pagoda della Pace, unica in Italia, la quarta in Europa, in un luogo da lui ritenuto sacro. Il reverendo adesso è anziano, spesso necessita di cure specialistiche costose che non sempre la generosità delle persone che gli sono vicine riesce a soddisfare sotto il punto di vista economico e non può ottenere un pieno accesso alle risorse del sistema sanitario nazionale non essendo cittadino italiano. Finora la permanenza del monaco in Italia è regolata da un permesso di soggiorno per motivi religiosi, rinnovato con cadenza biennale. Penso sia giusto secondo l’opinione dei cittadini comisani, che il sindaco condivide, arricchire la nostra nazione annoverando tra gli italiani una personalità di così alto rilievo morale e che ha sempre predicato la via della pace per dirimere le controversie tra stati”.

“Ieri – conclude il sindaco Schembari – abbiamo avuto dalla Prefettura di Ragusa la piacevole notizia che già i ministeri romani competenti e la segreteria della Presidenza della Repubblica si sono attivati e hanno contattato all’uopo la Prefettura di Ragusa. Siamo certi che Sua Eccellenza il Prefetto, sempre pronta a raccogliere le istanze del territorio, potrà autorevolmente patrocinare e rendere più veloce questo iter”.

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