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A Ragusa due viali intitolati a Jenny Ardiri e Maria Graziana Mattei, giovani donne strappate ai loro cari ma donatrici di vita

Due viali all’interno del Giardino Ibleo saranno intitolati a Jenny Ardiri e a Maria Graziana Mattei, donatrici di vita, decedute prematuramente, rispettivamente il 14 ottobre 2016 ed il 1° aprile 2020, alle quali sono stati espiantati organi che sono stati destinati  a salvare diverse persone, assecondando in tal modo la volontà espressa in vita  dalle stesse ai loro congiunti.

La decisione di intitolare alle due donne due viali dello storico giardino pubblico comunale di Ragusa Ibla, come segno simbolico di  riconoscenza che ricordi e renda merito al gesto di grande altruismo, è stata presa dalla Giunta Municipale lo scorso mese di febbraio che ha così accolto la proposta del coordinamento dell’associazione  “Adesso Basta” di onorare la memoria di Jenny Ardiri e Maria Graziana Mattei.

La cerimonia di intitolazione dei due viali del Giardino Ibleo alla presenza del sindaco Peppe Cassì, di una rappresentanza dell’Amministrazione comunale e dell’associazione” Adesso Basta”, si terrà nella giornata di domani, venerdì 18 giugno, alle ore 18.

Giovanna (detta Jenny) Ardiri è venuta a mancare nel 2016, a 41 anni, a causa di un malore. Grazie alla donazione dei suoi organi è stato possibile salvare 5 persone in fin di vita: una donna di 50 anni della provincia di Padova che ha ricevuto i polmoni, un uomo di 33 anni della provincia di Catania che ha ricevuto il cuore, un uomo di 64 anni della provincia di Palermo che ha ricevuto il fegato, un uomo di 55 anni della provincia di Palermo che ha ricevuto il rene sinistro, una donna di 29 anni della provincia di Palermo che ha ricevuto il rene destro.

Anche Graziana Mattei è deceduta a 41 anni a causa di un aneurisma che l’ha strappata ai propri cari. E anche in questo caso la famiglia ha dato seguito alle volontà espresse in vita da Graziana dando il consenso per l’espianto degli organi: i polmoni sono andati ad una ragazza palermitana che da giorni era attaccata ad una macchina che le permetteva di sopravvivere, i reni sono stati destinati ad un paziente dell’Ismet di Palermo ed ad uno del Policlinico di Catania, una parte del fegato è andato ad un uomo palermitano ed una parte ad una bambina ricoverata al Bambin Gesù di Roma, le cornee hanno raggiunto la banca delle cornee di Mestre.

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