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Cani randagi a Milazzo. Sindaco Midili interviene sui social per spiegare gli interventi fatti

Il fenomeno del randagismo a Milazzo sta prendendo pieghe preoccupanti. Per questo è necessario intervenire in qualche modo e darsi da fare. E’ quello che sta cercando di fare il sindaco Peppi Midli, pensando di fare così l’interesse dei suoi cittadini.

Sui social, però, le reazioni non sono state tutte positive. “In questi giorni il sindaco di Milazzo – si legge sul gruppo Sei Milazzese – ha mal pensato di rivolgersi agli accalappiacani per debellare il randagismo a Milazzo. Un metodo obsoleto e punitivo per gli animali, che si ritroveranno a passare il resto della loro vita nelle gabbie dei canili. Lo stesso sindaco che ha chiuso i battenti all’associazione che curava e teneva in stallo a proprie spese i randagi del comprensorio. Mi delude il fatto che non si sia ancora capito che il miglior modo per eliminare il randagismo, nel rispetto degli animali, non è quello di punire gli animali stessi rivolgendosi agli accalappiacani, ma bensì sanzionare chi abbandona le cucciolate, chi non mette il microchip al proprio cane e tutelare e supportare le associazioni. Siamo ancora nel medioevo.”

Un post che ha generato umori e commenti contrastanti. Ma soprattutto ha generato quello dello stesso sindaco Midili, che ha spiegato direttamente all’autore del post, il Sig. Massimiliano Parisi: “Nella giornata di ieri sono stati prelevati due cani adulti dalle case popolari di Grazia dove vivevano da anni in condizioni di disagio e di grave stato di salute. Diverse denunce sul fatto nel corso degli anni, al Comune ed all’Asp, non hanno sortito alcun intervento, ne da parte del Comune di Milazzo, ne tanto meno da parte di chiunque altro. I due cani, malati, sono attualmente ricoverati presso la clinica veterinaria dell’Ospedale di Messina e sono stati immediatamente sottoposti a cure intensive. Solo per dirle, il corpo dei due cani è totalmente privo di peli, pieno di piaghe ed il loro stato di malnutrizione è evidente ad occhio nudo. Nessuno ne era a conoscenza a Milazzo? Mi pare proprio di no. Ritengo che l’essere intervenuti con accalappiacani, come prevede la legge vigente, ed avere dato una speranza di vita a questi animali, non coincida con il racconto da Lei fatto. I cani verranno curati a spese del Comune di Milazzo e, mi auguro, dati in affido a chi riterrà di poter dare una nuova chance a queste due creature. Sulla riviera di Ponente è stato invece prelevato un cane adulto mordace, protagonista nel recente passato di avere morso una passante. In questo caso, come la legge prevede, è stato avviato al canile come altri cani di Milazzo mordaci in passato e nel recente passato. La ringrazio per i suggerimenti che Lei ci da per quanto riguarda gli interventi da effettuare che riguardano cucciolate, sterilizzazioni e adozioni. Cosa che il nostro Comune ha fatto fino a ieri. Abbiamo dato in adozioni, nel corso degli ultimi mesi, ben 11 cani da noi recuperati, curati, chippati e poi dati in adozione. Sui cani adulti e malati, comprenderà, è difficile poter intervenire come da Lei suggerito. Mi creda, il canile è l’ultima ratio e nessuno vuole arrivare a questo. Lo spirito animalisti della città mi da conferma che Milazzo è una città che ama gli animali. Nel mio piccolo anche io. Un’ultima cosa. Fino ad oggi ho doverosamente evitate di intervenire sull’argomento. Solo per sua conoscenza, l’associazione animalista non è stata cacciata da nessuno. Opera ancora all’interno della ex scuola di Baronello da dove nessuno dell’Amministrazione li ha mai invitati ad andare via.”

Un intervento, quello del Sindaco, non scontato in cui ha dimostrato grande attenzione per i suoi cittadini e la loro legittima richiesta di delucidazioni.

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