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Da Modica a Marina di Ragusa: quali sono le spiagge aperte a San Lorenzo e Ferragosto

Scelta in controtendenza per i sindaci di Modica e Ragusa che decidono di aumentare i controlli, ma di lasciare libero l’accesso alle spiagge anche nelle serate di San Lorenzo e Ferragosto.

“Così come avvenuto lo scorso anno con ottimi risultati, anche quest’anno per le notti di San Lorenzo e Ferragosto le spiagge saranno liberamente accessibili così da non ridurre la disponibilità di zone ampie e all’aria aperta – dichiara il sindaco di Ragusa Peppe Cassì – Preferiamo che i nostri ragazzi e tutti coloro che vorranno trascorrere queste serate fuori di casa lo possano fare in spiaggia piuttosto che all’interno di locali chiusi o sul lungomare. Ciò non vuol dire che le nostre spiagge saranno terra di nessuno. Polizia Municipale e personale volontario controlleranno fin dal primo pomeriggio gli accessi al litorale, affinché siano rispettate le norme anticontagio e i divieti di campeggiare e montare tende, di accendere falò, di consumare bibite in contenitori in vetro e lattine. Inoltre viene potenziato il sistema di raccolta rifiuti con l’istallazione di cestini in aggiunta a quelli già disponibili.”

Mentre gli amministratori di Scicli o Santa Croce Camerina hanno preferito emanare un’ordinanza che vieta l’ingresso in spiaggia a partire dalle 21 nelle spiagge di loro pertinenza, comuni come Ragusa, Modica, Pozzallo hanno preso la decisione opposta, confidando nel “buon senso” dei cittadini.

“Prima di prendere questa decisione abbiamo fatto delle valutazioni insieme ai miei collaboratori – ha detto il sindaco di Modica Ignazio Abbate – Chiudere l’accesso agli arenili avrebbe significato una concentrazione maggiore di persone nel lungomare, che già di per sé è pieno ogni sera. Ci affidiamo al buonsenso e alla collaborazione di tutti i ragazzi che si devono divertire responsabilmente. Si sappia però che gli incaricati a garantire il rispetto delle norme avranno l’imperativo “tolleranza zero”. In questo periodo così delicato non possiamo sbagliare di una virgola, ma questo non significa che non si deve più vivere”.

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