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Pontecurone (AL), club pericoloso per sicurezza pubblica: ordine di chiusura

A seguito dell’arresto dello scorso 28 luglio del 60enne gestore del nightclub di Pontecurone, che dovrà rispondere a vario titolo della detenzione di due armi, una clandestina e l’altra provento di furto, i Carabinieri dei locali Nuclei Investigativo e Antisofisticazione hanno notificato al presidente del circolo privato due provvedimenti: la sospensione dell’attività per 120 giorni emessa dal Questore per motivi di ordine e sicurezza pubblica e la cessazione dell’attività emessa dal Sindaco di Pontecurone per l’assenza delle previste autorizzazioni per l’esercizio.

L’operazione dei carabinieri nel club di Pontecurone

Tutto nasce dall’operazione condotta due settimane fa dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Alessandria e della Compagnia di Tortona, con il supporto del Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Volpiano e del N.A.S. dei Carabinieri di Alessandria, che portava all’arresto del gestore 60enne e alla contestazione di sanzioni amministrative.

Nella circostanza, i Carabinieri avevano arrestato l’uomo, con numerosi precedenti, perché trovato in possesso di due pistole illegalmente detenute, di cui una clandestina. Il gestore già nel febbraio 2020 era stato arrestato per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma, a seguito del ferimento a colpi d’arma da fuoco di un 37enne albanese al culmine di una lite avvenuta all’interno del medesimo locale.

Secondo il decreto del Questore, il club di Pontecurone costituisce fonte di concreto ed effettivo pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza degli avventori e dei cittadini, dal momento che viene di fatto gestito da un soggetto pluripregiudicato e socialmente pericoloso, che manifesta una tendenza abituale a delinquere e reitera condotte criminose incurante del rispetto delle leggi e che, secondo l’ordinanza del Sindaco, è stata esercitata abusivamente un’attività imprenditoriale di locale aperto al pubblico, spettacoli e intrattenimento notturno in assenza delle previste licenze di Pubblica Sicurezza.

I provvedimenti pongono l’attenzione sulla necessità di tutelare la sicurezza della collettività, dando al contempo un deciso segnale che non può essere tollerata l’elusione delle norme che regolano la costituzione e il funzionamento delle associazioni, operata nominando alle cariche sociali dei prestanome che mascherano fittiziamente la reale e illecita attività svolta nel locale, di fatto gestito da persona del tutto priva dei requisiti giuridici per poterlo fare, a qualsiasi titolo, suffragata dall’estrema gravità dell’episodio occorso il 9 febbraio 2020, ma anche dall’attuale rinvenimento nel locale di armi e munizioni che pongono l’interessato nella concreta possibilità di ripetere i gesti criminosi, causando anche il ferimento di terze persone.

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