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“Cap e c…o sto lavorando” e costringe l’ambulanza a parcheggiare in mezzo alla strada per un intervento di pronto soccorso a Bagnoli

L’episodio è stato denunciato dall’organizzazione “Nessuno tocchi Ippocrate”.

L’organizzazione “Nessuno tocchi Ippocrate” ha raccontato l’ennesimo vergognoso episodio di violenza, fortunatamente solo verbale in questo caso, che ha visto protagonista l’autista di un’ambulanza.

É lo stesso conducente che racconta la vicenda. Nella giornata di ieri l’equipaggio della Postazione 118 Gesù Nuovo, intorno alle 12:40, veniva allertato per un soccorso ad una persona anziana incosciente in zona Bagnoli con codice rosso. In 10 minuti l’ambulanza arrivava sul posto, dove già c’erano i vigili del fuoco che avevano aperto la porta.

Uno dei vigili invitava l’autista dell’ambulanza a parcheggiare dentro il vialetto, così da velocizzare i soccorsi per la persona. Il mezzo però era costretti a fermarsi a metà strada, poiché c’erano delle auto parcheggiate che impedivano la prosecuzione.

A quel punto compariva un signore sui 50 anni che iniziava a dire: “No, no, devo uscire col furgone”. Inizialmente l’autista dell’ambulanza non gli dava retta, ma l’uomo iniziava ad inveire contro di lui con fare offensivo e minaccioso: “Cap e c…o, ooo, agg capit che stai a faticà, ma pur io aggia faticà”.

A quel punto l’autista dell’ambulanza era costretto a fare retromarcia dal vialetto e parcheggiare il veicolo in mezzo alla strada, causando disagio alla circolazione stradale in una carreggiata a doppio senso dove passavano anche mezzi pubblici.

“Sto valutando- scrive l’autista- una denuncia nei confronti di tale soggetto. Specifico che la paziente da soccorrere aveva una sospetta emorragia cerebrale, e che i vigili del fuoco stavano aspettando che portassi il telo su e che mettessi giù la barella”.

Se da una parte è legittima la necessità dell’uomo di lavorare, d’altra parte bisogna avere anche un po’ di buon senso e capire che quell’ambulanza era lì per salvare una vita umana. Quella stessa ambulanza che, magari, un giorno potrebbe salvare la sua vita o quella di un suo caro. Anche l’empatia e la solidarietà, due caratteristiche tipiche di una città come Napoli, sembra che purtroppo stiano scomparendo.

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