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Assindustria Venetocentro, solo il 3,7% dei lavoratori è ancora senza green pass

Leopoldo Destro, Presidente di AVC: “Abbiamo voluto realizzare una fotografia della situazione delle nostre imprese a 15 giorni dall’introduzione dell’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro, l’indagine evidenzia che solo pochi lavoratori non sono ancora in possesso della certificazione e che grazie al senso civico delle persone e all’impegno delle aziende nel far fronte alla situazione le attività sono proseguite regolarmente superando anche le prime preoccupazioni. Ma non abbassiamo la guardia e proseguiamo con la campagna vaccinale”

(Padova-Treviso – 28.10.2021) – Assindustria Venetocentro, la seconda associazione del Sistema Confindustria per numero di iscritti, ha realizzato un sondaggio tra le imprese associate per rilevare lo stato dell’arte a 15 giorni dall’introduzione dell’obbligo di green pass in azienda.

Dall’indagine, realizzata per via telematica su un campione rappresentativo di 470 imprese segmentate per dimensione per un totale di 35.998 addetti, emerge che in media oltre il 96% dei dipendenti è in possesso della certificazione verde, solo il 3,7% è ancora sprovvisto di green pass (1.336 dipendenti del campione).

“Prova Green Pass superata – ha sottolineato il Presidente di Assindustria Venetocentro, Leopoldo Destro – nonostante le prime preoccupazioni, le persone hanno dimostrato in questo momento così complesso per il Paese e per l’economia mondiale un grande senso civico e di responsabilità. La campagna vaccinale che il Governo e la Regione hanno messo in campo è stata efficace e le imprese, che da subito si sono impegnate per affrontare la pandemia, hanno saputo far fronte anche allo stress test dell’introduzione dell’obbligo di green pass. Grazie ad uno sforzo organizzativo importante e alla realizzazione di campagne di informazione interne alle aziende, e grazie alla responsabilità, individuale e collettiva della larghissima maggioranza dei lavoratori a cui va il nostro ringraziamento, è stato possibile ridurre le conseguenze di questa misura facendo in modo che non ci fossero impatti sulle attività. Dialogo, senso civico, informazione e capacità organizzativa sono state le chiavi per superare anche questa prova, il nostro tessuto imprenditoriale è forte e ora può guardare ai prossimi mesi con moderato ottimismo, lavoratori e imprese assieme pronti a cogliere ogni segnale di ripartenza. L’invito che rivolgo ai colleghi e a tutti i cittadini però è quello di non abbassare la guardia, abbiamo fatto tanto per poter evitare di ricadere in chiusure e restrizioni, continuiamo a fare attenzione e proseguiamo con la campagna vaccinale perché il 2022 sia davvero l’anno in cui ci saremo messi la pandemia alle spalle.”

Relativamente alle modalità di controllo adottate, il 70,9% delle aziende intervistate ha effettuato verifiche sulla totalità dei lavoratori, il 37,4% a campione superando la soglia minima richiesta dalla normativa. Per il 74,2% delle aziende il controllo del Green pass è avvenuto al momento di accesso nei luoghi di lavoro, per il 36,4% durante l’orario di lavoro (molte aziende alternano controlli all’ingresso con controlli durante l’orario di lavoro).

Contenuta anche la soglia di assenteismo, alla domanda “rispetto alle due settimane precedenti l’introduzione del green pass ci sono stati più o meno dipendenti assenteisti”, il campione risponde che quasi l’80% non rileva variazioni significative, il 19,8% segnala un incremento e il 1,7% un decremento.

Il 91,5% delle aziende intervistate ha sostenuto oneri aggiuntivi per far fronte all’obbligatorietà della certificazione verde e ai controlli richiesti dalla legge, si tratta nel dettaglio di costi per la realizzazione di materiale illustrativo per il 68,9%, organizzazione di incontri informativi interni (65,3%), personale incaricato dei controlli (63,2%), acquisto di strumenti di rilevazione (26,6%), oltre alle piattaforme messe a disposizione dal Governo. E in misura assai più contenuta, ritardi nell’ingresso ai turni (16,8%).

I tre quarti del campione (74%) ha registrato conseguenze sull’operatività aziendale: il 44,9% ha effettuato una generale riorganizzazione interna, il 29% ha dovuto gestire situazioni di conflitto interne e il 23,2% la necessità di sostituire i lavoratori sospesi. Più contenute le percentuali di coloro che hanno registrato interruzione temporanea del lavoro in alcuni reparti (12,6%) o riduzione/cancellazione di turni di lavoro (10,1%).

“Dai dati emerge il grande sforzo organizzativo che le imprese hanno compiuto in questa fase di transizione ma la macchina dei controlli e dell’informazione, nonché il dialogo con le organizzazioni sindacali, ha dato i risultati sperati. Il vaccino è la soluzione che ci consentirà di compiere anche l’ultimo miglio e tornare quanto prima alla piena normalità”, ha concluso il Presidente Leopoldo Destro.

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