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“Il silenzio aiuta gli aguzzini, bisogna denunciare”: il questore all’Ospedale di Careggi contro la violenza sulle donne

Contro la violenza sulle donne. Questa mattina il questore di Firenze Filippo Santarelli ha presenziato, insieme al direttore generale l di Careggi Rocco Donato Damone all’inaugurazione del banner permanente contro la violenza sulle donne all’ingresso del principale ospedale cittadino. 

Gli agenti della divisione Polizia Anticrimine della Questura e personale dell’Asl, hanno poi allestito tre punti di informazione a Careggi per la campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere

“Il silenzio aiuta gli aguzzini: bisogna denunciare”, ha sottolineato il questore Filippo Santarelli in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. “Oggi abbiamo gli strumenti per fronteggiare questa battaglia di civiltà” – ha proseguito il questore di Firenze – “grazie alla professionalità acquisita negli anni dagli specialisti della Polizia di Stato, capaci di ascoltare e gestire con competenza e grande umanità situazioni di questo tipo. Rete è la parola d’ordine, Rete con la magistratura, Forze di Polizia ed operatori sanitari dell’Asl e di tutte le associazioni dedicate all’assistenza delle donne maltrattate. A questo possiamo aggiungere anche un aspetto innovativo di prevenzione del fenomeno rivolto non solo alla vittima, ma anche a colui che commette il reato: infatti, anche durante le cosiddette fasi di ammonimento, il maltrattante può essere indirizzato verso un adeguato percorso di recupero psicologico che lo aiuti ad analizzare e comprendere le cause delle sue azioni.”

Oggi pomeriggio il questore presenzierà l’incontro dal titolo “Tisp and Tricks: suggerimenti e strategie per costruire insieme la sicurezza delle donne” con i docenti delle scuole secondarie fiorentine alla Caserma Dionisi, insieme al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Roberto Curtolo, al dirigente della divisione Polizia Anticrimine della Questura di Firenze Alfonso Di Martino e al funzionario addetto all’ufficio Vittime Vulnerabili Nadia Giannattasio.

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