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Aci e Ac Venezia lanciano sui social la campagna “Mi impegno” salvare migliaia di vite si può: dipende da noi

Pubblicato il 19 Novembre, 2021

In occasione della Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada

GIORGIO CAPUIS PRESIDENTE AC VENEZIA: “LA SOLUZIONE C’È: SIAMO NOI. BASTA UNA PAROLA: RISPETTO. PER NOI STESSI, PER GLI ALTRI, PER LE REGOLE”

19.11.2021 – Saranno Massimiliano Rosolino, Antonella Palmisano, Ettore Bassi, Gianni Ippoliti, Linus, Maria Leitner, Gigi Miseferi, Antonio Giovinazzi e Vicky Piria i testimonial della campagna “Mi impegno”, che l’ACI e l’AC di Venezia lanciano sui social in occasione della “Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada”. Salvare migliaia di vite ogni anno, si può: dipende solo da noi. Basta impegnarsi a non guardare il telefono mentre si guida, a non correre, anche se abbiamo fretta, a non guidare se abbiamo bevuto, ad allacciare sempre cinture e seggiolini e a fare sempre attenzione a ciclisti e pedoni.

La Giornata Mondiale in memoria delle vittime della strada – dichiara il presidente dell’Automobile club di Venezia, Giorgio Capuisdeve farci riflettere sul fatto che una semplice distrazione può farci perdere il bene più grande e prezioso che abbiamo: la vita”.

“Non è assurdo – ha sottolineato – perdere o togliere la vita per un messaggino, una foto o un filmato? Rischiare di non arrivare mai, solo per non tardare qualche minuto? Voler guidare a tutti i costi, anche se abbiamo bevuto? Non perdere pochi secondi ad allacciare cinture e seggiolini? Non fare attenzione a utenti fragili come ciclisti e pedoni?”.

“La soluzione c’è: siamo noi”, conclude Capuis. “Basta una parola: rispetto. Rispetto per noi stessi, per gli altri e per le regole. Io “Mi impegno”. Fatelo anche voi. Una mobilità più sicura rende più sicura la nostra vita”.

L’anno scorso, in provincia di Venezia, si sono verificati 1.727 incidenti stradali36 persone hanno perso la vita e 2.314 sono rimaste ferite. Parliamo di quasi 5 incidenti, più di 6 feriti al giorno e 1 morto ogni 10 giorni. Un bilancio drammatico e inaccettabile, con costi sociali che in provincia di Venezia superano i 170 milioni di euro, circa 202 euro ad abitante l’anno.

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