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Campagna elettorale al veleno nel Salento. Candidato M5S aggredito a Nardò

La campagna elettorale al veleno che si è vissuta in Salento in queste battute finali ha toccato i suoi momenti più critici e grotteschi nella serata di ieri, ultima disponibile per i comizi conclusivi prima del silenzio elettorale che coincide con il voto che si terrà nelle giornate di domani, domenica 3 e lunedì 4 ottobre. Dopo l’episodio dell’ordigno lanciato contro la casa di un consigliere comunale del Pd a Taurisano, è stata la cittadina di Nardò a balzare agli onori della cronaca per quanto successo. Prima un comizio con toni violenti dell’attuale Sindaco e candidato con la lista del centrodestra Pippi Mellone che invitava i suoi elettori (o comunque chi era in piazza ad ascoltare le sue parole) a sgomberare la piazza e non assistere al comizio del suo avversario (“per non fare brutti incontri”), definito “il male”. Poi, sempre in Piazza Salandra, alla fine dei comizi e di questa campagna elettorale al veleno, addirittura un’aggressione fisica che sarebbe stata subita da un candidato nella lista del centrosinistra ed esponente del M5S, Tiziano De Pirro che, inoltre, sarebbe stato etichettato anche con insulti omofobi.

Campagna elettorale al veleno, le parole di Casili e Falangone

Questo, almeno, è quello che sostengono il consigliere regionale del M5S Cristian Casili e il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Falangone che hanno denunciato questi episodi in una campagna elettorale al veleno e parlato di “violenza inaccettabile”. I due hanno affidato ai loro profili social la denuncia di quanto accaduto. Casili scrive in un post: “Tiziano De Pirro, ragazzo mite, candidato nella lista del Movimento 5 Stelle purtroppo ha subito la frattura della mano e probabilmente un danno ad un orecchio aggressione subita da un estremista di destra che sostiene il sindaco Mellone . Questo è il clima di odio che vive Nardó. Oggi sarà presentata una denuncia contro il responsabile dell’aggressione e auspico che vengano acquistati ed esaminati tutti i filmati della piazza, perché sempre durante il nostro comizio una candidata delle nostre liste ha subito aggressioni verbali e offese omofobe al cugino da sostenitori del sindaco Mellone”

Gli fa eco, denunciando a sua volta la campagna elettorale al veleno fatta dai suoi competitor, il candidato sindaco del centro sinistra, Falangone che, attraverso un post sul suo profilo Facebook, scrive: “Quando si incita all’odio e si offende l’avversario in modo violento queste sono le conseguenze. Un sindaco non può qualificare come “il male” coloro che non lo sostengono, non può invitare i cittadini a sgomberare la piazza per “non fare brutti incontri”. Parole inqualificabili che diventano ancora più gravi se pronunciate da chi ricopre ruoli istituzionali. Ieri sera Mellone ha urlato un intervento violento, offensivo nei confronti di tutti i candidati a sindaco e di tutti i candidati consiglieri in corsa, a cui va la mia solidarietà. Solidarietà che esprimo anche nei confronti della candidata che è stata aggredita verbalmente vicino al palco del mio comizio e di un cittadino presente nel pubblico che è stato offeso per il suo orientamento sessuale da altri sostenitori di destra”.

La campagna elettorale al veleno, soprattutto nelle sue battute finali, che ha caratterizzato Nardò e gli episodi avvenuti ieri sera ha fatto il giro dei social e dei più importanti quotidiani di informazione online, tanto da far intervenire con parole di solidarietà alcuni esponenti politici nazionali, tra cui l’ex Presidente del Consiglio e attuale numero uno del M5S, Giuseppe Conte.

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