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Covid trasmesso da gatto all’uomo: primo caso documentato al mondo: “Non abbandonateli”

La notizia arriva dalla prestigiosa rivista scientifica Nature che riporta lo studio di un gruppo di scienziati thailandesi che ha trovato e documentato la prima prova scientifica di un contagio Covid trasmesso da gatto a uomo. Lo studio è stato pubblicato nelle scorse settimane su “Emerging Infectious Diseases” da un team della Prince of Songkla University di Hat Yai, nel sud della Thailandia.

Pubblicato il 1 Luglio, 2022

La notizia arriva dalla prestigiosa rivista scientifica Nature che riporta lo studio di un gruppo di scienziati thailandesi che ha trovato e documentato la prima prova scientifica di un contagio Covid trasmesso da gatto a uomo. Lo studio è stato pubblicato nelle scorse settimane su “Emerging Infectious Diseases” da un team della Prince of Songkla University di Hat Yai, nel sud della Thailandia.

Gli scienziati precisano che si tratta di casi rari, in base a ricerche secondo cui i gatti infettati da Sars-CoV-2 rilasciano poco virus e per un lasso di tempo ridotto. L’invito è a non abbandonare l’animale eventualmente contagiato, bensì a prendersene cura.

Una scoperta avvenuta per caso

La scoperta è avvenuta per caso, spiega Sarunyou Chusri, ricercatore di malattie infettive e medico, impegnato nella ricerca. In agosto scorso, un padre e un figlio risultati positivi al coronavirus, sono stati trasferiti in un reparto di isolamento dell’ospedale della Prince of Songkla University. Anche il loro gatto, un soriano 10 anni, è stato sottoposto a tampone ed è risultato positivo. Durante il test, il micio ha starnutito davanti a un veterinario che indossava mascherina e guanti, ma non una protezione per gli occhi e solo 3 giorni dopo il veterinario ha accusato febbre, raffreddore e tosse per poi risultare positivo a Sars-CoV-2. Nessuno, però, dei suoi contatti stretti ha sviluppato Covid-19, facendo propendere che la fonte del contagio fosse proprio il gatto. Le successive analisi genetiche hanno dimostrato che il veterinario era stato infettato dalla stessa variante che aveva contagiato il micio e i suoi proprietari dato che le sequenze erano identiche. (Immagine di repertorio)