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Comencini (Lega) è in Russia: "Qui i ristoranti sono pieni, i negozi pure"

Vito Comencini

L’on. Comencini (Lega) è in Russia: “Qui i ristoranti sono pieni, i negozi pure”

Da San Pietroburgo, la città natale della moglie, il deputato della Lega Vito Comencini dichiara: “L’invasione è anche una conseguenza della guerra in Donbass, per il mancato rispetto degli accordi di Minsk, che prevedevano una soluzione pacifica e diplomatica dopo otto anni di ostilità.

Pubblicato il 15 Marzo, 2022

Da San Pietroburgo, la città natale della moglie, il deputato della Lega Vito Comencini dichiara: “L’invasione è anche una conseguenza della guerra in Donbass, per il mancato rispetto degli accordi di Minsk, che prevedevano una soluzione pacifica e diplomatica dopo otto anni di ostilità. Sono stato lì due volte, ho toccato con mano la disperazione. Il conflitto è proseguito nel silenzio generale“. Il parlamentare è arrivato nella città russa, nota come Leningrado nel periodo comunista, passando per la Finlandia. In un’intervista a Repubblica, dichiara che raggiungerà il Donbass” se sarà possibile. In caso contrario mi fermerò a Rostov, dove molti dei profughi giunti dalle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk hanno trovato riparo“.

Comencini: “Amico di Putin? Piuttosto difendo i valori della civiltà classico-cristiana in Europa”

Comencini non ritiene di essere filo-Putin, si dichiara “un identitario. Difendo i valori della civiltà classico-cristiana in Europa”. I russi hanno il terrore della guerra? Il deputato risponde: “Qui i ristoranti sono pieni, i negozi pure. Una signora, per sdrammatizzare, mi ha detto: ‘Vuol dire che per un po’ mangeremo patate e cavolfiori‘.

E ancora: “In Russia pensano che lo scontro sia tra Nato e Russia. L’Ucraina a quanto pare è al centro di un conflitto più complesso, che ha radici più profonde, legate al suo rapporto con gli Usa. Qui sono convinti che i civili ucraini vengano utilizzati come scudi umani. Pensano che le forze armate siano composte da molti elementi neonazisti. Tante volte è il frutto di una propaganda mediatica. Qui le tv locali denunciano fake news“.

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