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Grillo: no a Conte forte e chiaro

M5S, Beppe Grillo sulla crisi Di Maio-Conte: “Se qualcuno non crede più alle regole, lo dica”

“Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata”. Con queste parole è intervenuto nella questione Beppe Grillo, sulla spaccatura interna al M5S tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte.

Pubblicato il 21 Giugno, 2022

“Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata“. Con queste parole è intervenuto nella questione Beppe Grillo, sulla spaccatura interna al M5S tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte.

In un post sul suo blog, il Garante del Movimento 5 Stelle, manda messaggi abbastanza criptici a una delle due parti in campo: “La luce del sole è il miglior disinfettante. Luce sia, dunque, sulle nostre ferite, sulla palude e sull’oscurità. Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà”.

Ma a chi sono dirette queste parole? “Quando il Movimento fece i primi passi Steve Jobs chiese agli studenti di Stanford di accettare la morte come agente di cambiamento della vita e disse loro “ora il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete gradualmente il vecchio e verrete spazzati via. Scusate se sono così drastico, ma è vero”. La sua Apple è oggi diventata la più grande impresa del mondo e la Silicon Valley resta la culla dell’innovazione tecnologica. Ma nella vicina Arizona c’è anche una foresta pietrificata da milioni di anni”.

E, quindi, Grillo, conclude: “Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata”. Arduo capire a chi siano rivolti i messaggi ma la frase sulle “regole del gioco” potrebbe essere un chiaro riferimento alla questione dei “due mandati e a casa”, che – se applicata – lascerebbe senza una poltrona molti dei nomi attualmente più in vista nel M5S. Su 227 eletti grillini nel 2018 oggi 68 di loro, infatti, sarebbero “pensionabili”. E senza deroga dovrebbero andare a casa, tra questi esponenti come Paola Taverna, Laura Castelli, Alfonso Bonafede. E, soprattutto, proprio Luigi Di Maio.