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Le due vertenze della Jsw di Piombino e delle Acciaierie d’Italia si uniscono. Da ormai troppo tempo si attendono soluzioni che riguardano complessivamente il comparto della siderurgia, dal quale passa il consolidamento e lo sviluppo di una intera filiera industriale del Paese.

Due vertenze che hanno avuto originidiverse ma che ora attendono una soluzione comune attraverso l’ingresso del capitale pubblico nelle due società. Non un semplice intervento finanziario a sostegno di aziende in crisi, ma il rilancio di una strategia industriale che veda protagonista la parte pubblica nella determinazione degli indirizzie nella transizione ambientale di quegli insediamenti, a partire dalle bonifiche delle aree non più necessarie. 

È urgente che il Governo esca da tutte le incertezze e metta finalmente in campo un piano nazionale per la siderurgia che guardi al mercato nazionale e internazionale e ricostruisca condizioni di competitività pertutta la nostra industria.Le condizioni in cui versano gli impianti di Piombino non concedono altro tempo,

come dimostrano i recenti incidenti avvenuti al treno di laminazione rotaie e barre. A rischio la sicurezza dei lavoratori ma anche la stessa possibilità di rilancio dell’azienda.

Sappiamo che è in corso la due diligence tra Jsw e Invitalia che, al di là della necessità di fissare i reali valori dell’azienda, non può rappresentare un alibi per ulteriori ritardi che pregiudicherebbero irrimediabilmente le condizioni finanziarie e produttive dell’azienda. In queste settimane si misurerà concretamente la volontà della proprietà e del Governo di ricercare soluzioni economicamente e ambientalmente sostenibili per Piombino, dando finalmente risposte certe a migliaia di lavoratori e a un territorio che ha bisogno urgente di progettare il proprio futuro.

Per questo il Partito Democratico è al fianco dei lavoratori della Jsw Italy e delle Acciaierie d’Italia che scendono in piazza e manifestano a Roma (mercoledì 10 novembre), con un corteo che sfilerà davanti ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico per difendere non solo la loro occupazione ma una città è un territorio e il futuro di un settore ancora strategico per qualsiasi Paese che voglia dirsi industriale.

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