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I 5 punti per non far morire i negozi e bar. Confesercenti e Confcommercio unite contro Giani e la zona arancione

Pubblicato il 13 Dicembre, 2020

Sono 5 punti per non far morire i negozi. Confesercenti e Confcommercio fanno fronte comune e sono unite contro Giani e la zona arancione

«La situazione delle nostre attività commerciali e del turismo, tutte, nessuna esclusa, è tragica. Forse a Roma non lo hanno capito, ma ogni giorno perso per noi è drammatico».

«Per questo abbiamo chiesto ed ottenuto dal governatore della nostra Regione Eugenio Giani di essere ricevuti martedì, per presentare le nostre richieste: che a questo punto non possono aspettare un’ora in più»!

Sono lapidari Alberto Marini e Franco Marinoni a nome delle due associazioni di categoria del settore della provincia di Firenze.

L’iniziativa pro negozi è stata immediatamente condivisa dai vertici di tutte le Confcommercio e Confesercenti provinciali della Toscana, nonché dalle federazioni di categoria dei pubblici esercizi Fipe e Fiepet, che si presenteranno compatte di fronte agli uffici di Eugenio Giani, per rappresentargli lo stato dei fatti.

«Ci siamo incontrati domenica mattina» affermano infatti Aldo Cursano e Claudio Bianchi, presidenti di Confcommercio e Confesercenti di Firenze «per concordare una linea comune che consenta alle nostre imprese di non perdere più tempo».

«È necessario un provvedimento immediato del governatore, in assenza di un’adeguata assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale, per consentirci di lavorare da domani mattina stessa».

«Questo nell’immediato, ma è necessario anche che ci si renda conto che chi ha potuto lavorare solo 3 o 4 mesi su 12 non riuscirà a far fronte agli impegni di un intero anno».

«Anche le banche dovranno tenerne conto, per questo chiediamo che le nostre imprese siano valutate con i rating del 2019, nel periodo in cui potevamo lavorare, e non di questo disgraziatissimo 2020».

«Lo stato deve garantirci gli indennizzi per danni che derivano da fattori esterni, del tutto indipendenti dalle nostre responsabilità» insistono Bianchi e Cursano.

Negozi e bar chiusi, che non sia una questione politica di regolamento di conti

«È questo l’aspetto al momento più importante» affermano i direttori Franco Marinoni e Alberto Marini «le nostre attività sono in condizione di garantire il più assoluto rispetto delle misure precauzionali, come del resto hanno sempre fatto».

«La loro chiusura per le ultime tre settimane non ha procurato alcuna variazione nel livello dei contagi, a dimostrazione che la fonte di questi è evidentemente altra. Non si capisce perché in Lombardia e in Veneto e praticamente in quasi tutte le altre regioni, si possa lavorare in questo periodo prenatalizio e in Toscana invece no»!

«Non vorremo chiosano» Cursano e Bianchi «che la nostra regione scontasse questioni extraeconomiche e divenisse il territorio di regolamenti di conti della politica che si ripercuotono sulle nostre già provatissime aziende»!

Le richieste di Confesercenti e Confcommercio, sintetizzate in 5 punti:

1) immediato passaggio alla “zona gialla” o comunque provvedimento che consenta anche ai pubblici esercizi di lavorare

2) risarcimento dei danni causati dalla pandemia alle attività commerciali

3) cancellazione di ogni forma di imposizione fiscale relativa al 2020

4) applicazione dei rating bancari 2019

5) provvedimento che modifichi l’attuale disciplina delle locazioni commerciali, escludendo l’ipotesi di sfratto per inadempienza, e rinegoziazione dei canoni di locazione su parametri adeguati all’attuale situazione.

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