« Torna indietro

natale

Covid, la variante Omicron colpisce anche moglie e figli del paziente zero. I sindaci: obbligo di mascherina fino al 15/01

I quattro pazienti non presentano sintomi rilevanti a conferma dell’azione prodotta dal vaccino contro Omicron. In Italia i sindaci chiedono invece al governo di reintrodurre restrizioni come l’obbligo di mascherina.

Come prevedibile sono risultati positivi alla variante Omicron di Sars Cov 2 anche la moglie e i due figli del paziente zero, il dirigente Eni rientrato dal Mozambico e risultato positivo a un tampone effettuato a Milano. Come reso noto dall’uomo, vaccinato con doppia dose, le condizioni di tutti, compresi i membri più anziani, hanno sintomi lievi e sono in buone condizioni. La conferma che il contagio è dovuto alla mutazione rilevata in Sudafrica arriva dalla Regione Campania al termine del sequenziamento.

Il sequenziamento in tempi rapidi è stato possibile grazie a strumenti che con tecnologia NGS, di cui è dotato il laboratorio dell’Ospedale Cotugno, che consentono di processare e valutare il genoma virale in toto nel giro di 24 ore.

I quattro pazienti non presentano sintomi rilevanti a conferma dell’azione prodotta dal vaccino. “Esprimiamo apprezzamento per il personale altamente qualificato del Cotugno che ha completato il sequenziamento. Seguiremo con la massima attenzione questo caso con grande attenzione al tracciamento” ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

La nuova variante preoccupa e i sindaci chiedono invece al governo di reintrodurre restrizioni come l’obbligo di mascherina. In alcune città – Venezia, Milano, Napoli e tante altre – sono state già emesse ordinanze in questo senso per i centri storici e per i luoghi a rischio assembramento. In Italia i sindaci chiedono invece al governo di reintrodurre restrizioni come l’obbligo di mascherina.

“I sindaci hanno chiesto al Governo, l’ho fatto io a nome dei sindaci qualche giorno fa in cabina di regia, di valutare l’opportunità di rendere obbligatorio l’uso della mascherina all’aperto su tutto il territorio nazionale dal 6 dicembre al 15 gennaio – ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro – Quelli sono i giorni del Natale dove per lo shopping, per la voglia giustamente di stare insieme e di fare comunità, nelle nostre città c’è maggiore possibilità di assembramento”.

A Milano da sabato scorso è scattato l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in centro città e secondo il sindaco, Giuseppe Sala, quello appena passato “è stato un fine settimana educativo, abbiamo deciso di non multare e passeremo alle multe più avanti. Quello che mi hanno detto i responsabili dei vigili è che la stragrandissima maggioranza delle persone la mascherina ce l’aveva e quindi è stato un segno positivo”, come ha spiegato a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Humanitas University.

omicron

Ai giornalisti che gli hanno chiesto se l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto sarà esteso anche in altre zone della città Sala ha risposto, “non credo. Ma questo dipenderà dall’evoluzione della pandemia. Noi abbiamo messo questa misura precauzionale laddove ci sarà più affollamento per lo shopping natalizio”.

Inoltre, il Comune ha preso altri provvedimenti per evitare assembramenti nelle feste natalizie. “Per esempio, non ci siamo sentiti di non fare l’albero ma abbiamo deciso di non fare il concerto in piazza Duomo – ha concluso Sala -. Per la Prima della Scala ho chiesto al cda di non fare la tradizionale cena perché sono 300 persone in un luogo chiuso e non mi sembrava giusto. Abbiamo degli schermi in giro per la città, ma ho detto di non metterli in Galleria perché normalmente è più affollata. Non c’è quindi una regola aurea ma c’è il consenso misura per misura”.

Omicron è stata finora individuata in dieci Paesi di cinque continenti come indica la banca internazionale di dati genetici Gisaid, nella quale i Paesi di tutto il mondo depositano le sequenze del virus Sars Cov2. Al momento la nuova variante B.1.1.529 risulta presente in Africa, Oceania, Europa, Nord America e Asia. I dati di Gisaid indicano inoltre che la maggior parte delle sequenze (129) arriva dall’Africa, con le 110 depositate dal Sud Africa e le 19 dal Botswana (19,2%). Con molto distacco seguono gli altri Paesi: Australia, con 5 sequenze, Regno Unito, Hong Kong e Canada (2); risulta al momento una sequenza depositata dall’Italia, così come per Belgio.

x