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Orsini

Caso Orsini, depositata interrogazione parlamentare

Pubblicato il 28 Marzo, 2022

“Il trattamento da bavaglio liberticida, subito dal professor Alessandro Orsini in queste settimane, non si addice minimamente a quello che dovrebbe essere un Paese libero e democratico come l’Italia. Anzi, apre a grosse preoccupazioni”, così Yana Ehm.

“Prima la censura della Luiss di cui, voglio ricordare, è professore associato nonché fondatore e direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale – continua la deputata eletta col M5S e poi passata al Gruppo Misto – poi addirittura lo stralcio del suo contratto firmato con la RAI, in seguito a pressioni mediatiche e di politici “democratici”: una vergogna assoluta e un precedente gravissimo!”.

“Ho depositato un’interrogazione al Governo, chiedendo al Premier Draghi ed alla Ministra Messa quali siano le intenzioni dell’esecutivo per contrastare questo vergognoso clima da caccia alle streghe contro chi è solamente reo di esprimere la propria opinione, per altro con competenza e professionalità. Il governo risponda e risolva, qui ne va della nostra democrazia!”, conclude.

Intanto, Orsini domani ritornerà a Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer. La settimana scorsa, Orsini era entrato a far parte dei collaboratori e dei commentatori esterni, con un contratto per sei puntate. Ma viale Mazzini aveva annullato il contratto con il docente dopo quel che era stato rivelato da Il Foglio e le polemche che ne erano scaturite.

Orsini ha poi reagito proponendo di continuare a partecipare gratuitamente.

Bianca Berlinguer aveva contestato i limiti imposti al suo ruolo di autrice: “Apprendo che il contratto sottoscritto dalla Rai e dal professore Alessandro Orsini sarà interrotto per decisione della direzione di Rai3 senza che io sia stata consultata in merito. Una decisione che limita gravemente il mio ruolo di autrice e di responsabile di Cartabianca per quanto riguarda la questione fondamentale della scelta degli ospiti e di conseguenza dei contenuti sui quali si costruisce la discussione. Aggiungo che non condivido la decisione di escludere una voce certamente rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana e tra gli studiosi, in quanto ciò porterebbe a una mortificazione del dibattito che per essere tale deve esprimere la più ampia pluralità di idee. Non è forse questa la missione del servizio pubblico?”.

Ma la presenza del docente della Luiss era sconsigliata perché economicamente onerosa o perché scomoda? Non manca chi dissente dalla posizione di Orsini, singolare se paragonata a quella del resto dell’opinione pubblica in merito al conflitto ucraino. C’è chi lo definisce filo-Putin. E’ possibile che la televisione pubblica abbia accettato i suoi distinguo. La questione riguarda la libertà di parola e la rilevanza dello scambio dei modi di vedere. Modi di vedere che, comunque, non saranno espressi utilizzando il denaro degli utenti Rai. Ma di censura non si può più parlare.

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